Nuove riflessioni sulla ceramica di Lucio Fontana
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In occasione della mostra in corso, la Collezione Peggy Guggenheim presenta Nuove riflessioni sulla ceramica di Lucio Fontana, un incontro dedicato al ruolo unico e complesso che la ceramica ha avuto nella vita, nell’opera e nell’eredità di Fontana.
L’evento riunisce studiosi e studiose che, in una modalità dialogica di condivisione e scambio, offriranno il loro contributo per una nuova interpretazione dei lavori in ceramica di Fontana.
Intervengono: Raffaele Bedarida, Ricercatore presso la Sapienza Università di Roma; Luca Bochicchio, Ricercatore presso l'Università di Verona e direttore scientifico della Fondazione Museo Ceramica Savona; Elena Dellapiana, professoressa ordinaria di Storia dell’Architettura e del Design al Politecnico di Torino; Paolo Scrivano, professore associato di Storia dell’Architettura al Politecnico di Milano; Yasuko Tsuchikane, professoressa associata alla Cooper Union for the Advancement of Science and Art di New York.
Modera Sharon Hecker, storica dell’arte, curatrice dell’evento e della mostra Mani-fattura: le ceramiche di Lucio Fontana, presentata alla Collezione Peggy Guggenheim fino al 2 marzo 2026.
Conclude l’incontro un keynote speech di Edmund de Waal, scrittore, artista e ceramista di fama internazionale, che attraverso la presentazione dei suoi lavori illustrerà le potenzialità espressive della ceramica e il fascino senza tempo di questo materiale.
Si ringraziano il Guggenheim UK Charitable Trust per il prezioso supporto al programma e Palazzo Grassi - Punta della Dogana per l’ospitalità. Un sentito ringraziamento anche a chi ha scelto di sostenere questo progetto rimanendo anonimo.
da sapere
- L’evento è gratuito e aperto al pubblico, con ingresso libero fino a esaurimento posti.
- Alcuni posti sono riservati ai sostenitori del museo. Scopri come diventare sostenitore
- L’incontro si terrà presso il Teatrino di Palazzo Grassi a partire dalle 17 e terminerà alle 19.30.
- La conversazione si terrà in italiano con traduzione simultanea in inglese. Il keynote speech di Edmund de Waal si terrà in inglese con traduzione simultanea in italiano.
Per informazioni
didattica@guggenheim-venice.it
+39 041 2405430
Edmund de Waal
Edmund de Waal è un artista e scrittore. La sua opera affronta spesso la contingenza della memoria: riportare alla luce storie particolari di perdita ed esilio. Sia la sua pratica artistica che la sua scrittura hanno aperto nuove strade attraverso un confronto critico con la storia e con le potenzialità della ceramica, così come con l’architettura, la musica, la danza e la poesia. Diaspora, memoria e materialità sono tematiche costantemente al centro di una ricerca che si manifesta attraverso interventi e opere create per diversi spazi e musei internazionali, come il Rijksmuseum, Amsterdam; Waddesdon Manor, Buckinghamshire; il Musée Nissim de Camondo, Parigi; The British Museum, Londra; The Frick Collection, New York; il Museo Ebraico, Venezia; Schindler House, Los Angeles; il Kunsthistorisches Museum, Vienna, e il Victoria and Albert Museum, Londra.
De Waal è inoltre conosciuto per il suo memoir familiare, Un’eredità di avorio e ambra (2010), oltre a Bianca la strada (2015), e Lettere a Camondo (2021). Il suo ultimo libro, an Archive (2025), è una raccolta archivistica di testi che intreccia gli archivi di famiglia dell’autore con quelli di artisti e artiste, scrittori e scrittrici e spazi che de Waal ha abitato per diversi anni.
Nel 2015 ha ricevuto dalla Yale University il Windham-Campbell Prize per la saggistica. Nel 2021 è stato nominato Fellow della Royal Society of Literature e insignito del titolo di Commander of the Order of the British Empire per i servizi resi all’arte. Nel 2023 ha ricevuto l’Isamu Noguchi Award. Nel 2024 è stato insignito del titolo di Chevalier de l’Ordre des Arts et des Lettres. Nato a Nottingham nel 1964, vive e lavora a Londra.
Raffaele Bedarida
Raffaele Bedarida è docente di Storia dell’arte contemporanea alla Sapienza Università di Roma. Formatosi all’Università di Siena, si è addottorato al Graduate Center della City University of New York; è stato Professore Associato alla Cooper Union, New York. La sua ricerca è incentrata su diplomazia culturale, migrazione, e scambio artistico tra Italia e Stati Uniti. Si è occupato di storia delle mostre, censura e propaganda tra il Ventennio fascista e la Guerra Fredda. Ha vinto borse di studio internazionali, tra cui quelle del Center for Italian Modern Art, della Terra Foundation of American Art, dell’Italian Council, e della Andy Warhol Foundation. Tra i suoi libri si ricordano, Corrado Cagli: La pittura, l'esilio, l'America (2018); Exhibiting Italian Art in the United States from Futurism to Arte Povera (2022); Curating Fascism: Exhibitions and Memory from the Fall of Mussolini to Today, co-curato con Sharon Hecker (2022). Attualmente sta curando il catalogo ragionato dell’opera di Francesco Di Cocco in collaborazione con l’Archivio Enrico Crispolti, con il sostegno delle Edizioni Nazionali.
Luca Bochicchio
Luca Bochicchio insegna Storia dell’arte contemporanea all’Università di Verona, è direttore scientifico della Fondazione Museo della Ceramica di Savona e professore cooperante internazionale all’Università Autonoma del Chile. Dal 2013 lavora allo sviluppo del Museo Diffuso Albisola (MuDA), che comprende la Casa Museo Jorn, che dirige insieme al relativo Centro Studi. Le sue ricerche si rivolgono a temi dell’arte del Novecento come il Futurismo, la scultura, la ceramica artistica, l’Arte nucleare, il Bauhaus Immaginista, il post-human, oltre che alle espressioni dell’arte contemporanea internazionale. Si occupa inoltre di museologia applicata alla valorizzazione del patrimonio culturale moderno e contemporaneo, con progetti di audience development, comunicazione e conservazione.
Ha ottenuto lo U.S. Travel Grant dalla Terra Foundation for American Art, ed è stato ricercatore in visita all’Henry Moore Institute, Leeds; all’Institut national d’histoire de l’art, Parigi; e alla Beinecke Library della Yale University, collaborando inoltre a progetti curatoriali di diversi enti e musei, fra cui Museum Jorn, Silkeborg; Cobra Museum, Amstelveen; Musée d'art moderne et contemporain (MAMCO), Ginevra; Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza; Hauser & Wirth, Zurigo e New York; M9 Museo del ‘900, Venezia; Casa d’Arte Futurista Depero, Rovereto; Fondazione Piero Manzoni, Milano; Fondazione Arnaldo Pomodoro, Milano; Archivio Baj, Vergiate. È autore di diverse monografie, tra le quali: Scultura e memoria. Leoncillo, i caduti e i sopravvissuti (2016), Lucio Fontana. Lettere a Tullio d’Albisola 1936-1964 (2023), Enrico Baj. Catalogo generale delle opere in ceramica (2024), Unica dimensione. La Linea di Piero Manzoni (2025).
Elena Dellapiana
Elena Dellapiana è Professoressa Ordinaria di Storia dell'architettura e del design presso il Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino. I suoi studi riguardano la storia dell’architettura, della città e del design del XIX e XX secolo, la formazione dei progettisti (architetti e designer) e il rapporto tra le arti applicate e il “sistema delle arti”. Ha pubblicato numerosi saggi e volumi sulla storia del design. È stata co-direttrice (con G. Bosoni e J. Shnapp) della rivista AIS/design Journal, edita dall’Associazione Italiana Storici del Design; fondatrice e coordinatrice del Centro Studi per la Storia del Design in Piemonte; presidente di Torino Urban Lab. Tra le sue pubblicazioni, la collaborazione alla Storia dell’Architettura Italiana. L’Ottocento, a cura di A. Restucci (2005), Made in Italy. Rethinking a Century of Italian Design, a cura di K. Fallan e G. Lees Maffey (2013); Il design della ceramica in Italia 1850-2000 (2010), Il design degli architetti in Italia 1920-2000, con F. Bulegato (2014), Una storia dell’architettura contemporanea, con G. Montanari (2015-2021). Ha curato Museographie. Musei in Europa negli anni tra le due guerre, con M.B. Failla e F. Varallo (2020) e Bruno Zevi. History, Criticism and Architecture after WWI, con M. Cassani Simonetti (2021). I volumi più recenti includono Il design e l’invenzione del Made in Italy (2022) e Il design di Emilio Ambasz. La pratica dell’invenzione (2026).
Paolo Scrivano
Paolo Scrivano è Professore Associato di Storia dell’architettura al Politecnico di Milano. Dopo essersi addottorato al Politecnico di Torino, ha insegnato alla University of Toronto, Boston University e Xi’an Jiaotong-Liverpool University. È stato ricercatore in visita al Massachusetts Institute of Technology e al Canadian Center for Architecture, Ailsa Mellon Bruce Visiting Senior Fellow al Center for the Advanced Study in the Visual Arts del National Gallery of Art, Washington D.C., e ha vinto borse di studio del Sciences and Humanities Research Council of Canada, Boston University Humanities Foundation, e Australian Research Council. È autore di diverse pubblicazioni sull’architettura del XX secolo, tra cui i volumi Storia di un’idea di architettura moderna. Henry-Russell Hitchcock e l’International Style (2001), Olivetti Builds: Modern Architecture in Ivrea, con P. Bonifazio (2001), e Building Transatlantic Italy: Architectural Dialogues with Postwar America (2013).
Yasuko Tsuchikane
Yasuko Tsuchikane è Professoressa Aggiunta alla Cooper Union, New York, e alla Waseda University, Tokyo. Si è laureata in Storia dell’arte alla Gakushu-in University, Tokyo, e addottorata in Storia dell’arte alla Columbia University, New York. La sua ricerca è incentrata sulla cultura visiva e materiale del Giappone e dell’Asia in generale nel XX secolo, per articolare le posizioni intellettuali, sociopolitiche e ideo-religiose dei paesi coinvolti nell’ambito dei cambiamenti interni e globali. Nel 2015 e 2016 è stata Robert and Lisa Sainsbury Fellow al Sainsbury Institute for the Study of Japanese Arts and Cultures, Norwich, Regno Unito; nel 2021 Visiting Fellow al Bard Graduate Center, New York; nel 2022 Anne van Biema Fellow al Smithsonian National Museum of Asian Art, Washington D.C. Tra le sue pubblicazioni: Picasso as Other: Koyama Fujio and Polemics of Postwar Japanese Ceramics, “Review of Japanese Culture and Society”, vol. 26 (2014); Rescuing Temples and Empowering Art: Naiki Jinzaburō and the Rise of Civic Initiatives in Meiji Kyoto, in Kyoto Visual Culture in the Early Edo and Meiji Periods: The Arts of Reinvention (2016); Defining Modernity in Japanese Sculpture: Two Waves of Italian Impact on Casting Techniques, in Finding Lost Wax: the Disappearance and Recovery of an Ancient Casting Technique and the Experiments of Medardo Rosso, a cura di S. Hecker (2020). Sta lavorando a una pubblicazione su murali figurativi e astratti per architetture buddhiste di Dōmoto Inshō, artista giapponese del XX secolo, e a una mostra a New York dedicata a Shinoda Tōkō, artista donna giapponese del XX e XXI secolo, attiva a New York e in Giappone e nota per le calligrafie e i dipinti astratti monocromatici.