Chi guarda cosa?
Chi guarda cosa?

Laboratorio con S.O.B. Stefano Ogliari Badessi

Il laboratorio prevede 2 incontri da remoto (19, 26 ottobre 2020) con discussione guidata dall’artista in preparazione delle successive 3 giornate in presenza (29–31 ottobre 2020).

  • Gli appuntamenti on-line sono aperti a tutti, previa registrazione, senza limite di partecipanti.
  • L'iscrizione agli appuntamenti in presenza prevede un numero massimo di 25 partecipanti, di età compresa tra i 16 e i 25 anni, e comporta l'impegno a aprtecipare a tutte le giornate previste per il laboratorio.
  • L'appuntamento è in lingua italiana.

Prenota il laboratorio online del 19.10.2020

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Il laboratorio

Il laboratorio intende approfondire il rapporto con le acque veneziane e onorarle. Poche città al mondo come Venezia, forse nessuna, hanno un rapporto così stretto con l’acqua. Venezia è acqua e viceversa e questo binomio è inscindibile e coinvolge abitanti e visitatori, che entrano in relazione con l’elemento acqua, ma spesso ne sottovalutano l’importanza e la reale potenzialità. Le città sono considerate esseri viventi con una propria anima e senza dubbio l’anima di Venezia fluttua tra le sue acque.

L’installazione materializza due “occhi galleggianti” sulle acque cittadine da trainare lungo i canali. Si tratta di un simbolo complesso, ancora misterioso, ma senza dubbio carico di fascino e significati. Fin dalla notte dei tempi l’uomo è rimasto soggiogato dal potere dello sguardo e alle civiltà mesopotamiche gli occhi sono subito apparsi come un simbolo divino. Amedeo Modigliani spesso dipingeva occhi vuoti e senza iridi e affermava: “Quando conoscerò la tua anima dipingerò i tuoi occhi”.

Il laboratorio si terrà con il coinvolgimento dei partecipanti nello sviluppo del progetto, che mira a trasformare materiali di recupero in un’installazione galleggiante. Ai partecipanti verrà presentato il tema, contestualizzandolo con immagini di sculture galleggianti e altre relative alla simbologia dell’occhio nella storia dell’arte, per poi passare alla raccolta dei materiali e quindi al vero e proprio laboratorio, fino alla conclusione dell’opera. L’installazione verrà poi messa in acqua e trainata lungo i canali di Venezia.

L'artista

Stefano Ogliari Badessi, conosciuto come S.O.B., è un artista nomade di installazioni che trae ispirazione dalla natura e dai sogni. La bellezza è per lui un portale verso territori inesplorati, il nostro subconscio onirico dove ci sentiamo più liberi e vivi e dove la scoperta del sé è maggiormente possibile. L’unicità della sua arte dipende soprattutto dallo studio dei materiali. Le sue installazioni sono la somma di sensazioni – sensuali, eteree, incorporee, universali e illuminanti – sperimentate dentro lo spazio creato. Sono dapprima immaginate come una fantasia che consente di entrare in relazione con ambiti alternativi della realtà e poi realizzate grazie a combinazioni sensoriali uniche e collaborazioni performative.

Le installazioni sono facilmente trasportabili e rispettano l’ambiente e una volta smontate non lasciano alcuna traccia. Il tema del rispetto dell’ambiente è al centro delle nuove opere, che sono create con materiali naturali, come il legno trovato in natura e poi modellato o intrecciato a creare forme di animali, spesso di specie a rischio di estinzione, anche a causa della caccia, o specie che vivono in un ambiente ormai a rischio.

Ha esposto in Europa, in Asia e in America settentrionale, anche in fiere e biennali, come la Biennale di Soncino, Cremona (2015); la Biennale di Venezia di Arti Visive (2015); OpenArt Biennal, Svezia (2017); Scope Art Fair, Miami (2019).

il progetto

Questo laboratorio fa parte del progetto SuperaMenti. Pratiche artistiche per un nuovo presente, organizzato dalla Collezione Peggy Guggenheim con la partecipazione di Swatch Art Peace Hotel. Il progetto consiste in un ciclo di quattro laboratori condotti da artisti di respiro internazionale immaginati come attivatori virtuosi di meccanismi di ricaduta sulla comunità e come catalizzatori di azioni volte alla riappropriazione degli spazi pubblici e alla ridefinizione dei paradigmi sociali.
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