Vasily Kandinsky

Croce bianca

gennaio-giugno 1922

Vasily Kandinsky definisce i primi anni ’20 come il suo “periodo freddo”. In questi anni diviene prevalente nel suo lavoro la presenza di forme geometriche. Il titolo di quest'opera isola un dettaglio della composizione, la croce bianca in alto a destra, derivata dal motivo ricorrente in questo periodo del segno della scacchiera: qui, lo spazio che ne risulta in negativo diviene forma positiva. Una volta individuata questa croce, si comincia a percepire su tutta la superficie una proliferazione di altre croci, più o meno evidenti. Sebbene Kandinsky, come Kazimir Malevich, usi questo segno come elemento astratto, la croce ha una carica emotiva e simbolica. Kandinsky usa in modo inaspettato la tendenza da parte di chi osserva a leggere le immagini in modo concreto: egli inserisce nel dipinto due segni che rassomigliano al numero tre rovesciato e sovrapposto a frecce direzionali; la variazione di orientamento delle forme che ne risulta suggerisce una rotazione della tela. Il senso antigravitazionale delle forme fluttuanti e la collocazione degli elementi su un piano in un fondo indefinito rivelano affinità con i lavori suprematisti di Malevich.

Opera esposta

Artista Vasily Kandinsky
Titolo originale Weisses Kreuz
Data gennaio-giugno 1922
Tecnica Olio su tela
Dimensioni 100,5 x 110,6 cm
Credit line Collezione Peggy Guggenheim, Venezia (Fondazione Solomon R. Guggenheim, New York)
Inventario 76.2553 PG 34
Collezione Collezione Peggy Guggenheim
Tipologia Dipinto

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