Mario Merz
Senza titolo
1989
Opera non esposta
Man Ray
1923
Durante i suoi esperimenti con la luce, Man Ray lavora di notte in una camera oscura improvvisata. Sviluppa le lastre esposte durante il giorno e stampa provini su fogli di carta stesi sotto la lastra del negativo appoggiata su un tavolo illuminato da una lampadina a soffitto. Questa sistemazione provvisoria porta a uno sviluppo sorprendente quando, inavvertitamente, appoggia alcuni oggetti su un foglio fotosensibile sotto la luce. Con sua grande sorpresa, sul foglio inizia ad apparire un’immagine, “non il semplice contorno degli oggetti come in una vera e propria fotografia, ma gli oggetti distorti e riflessi dal vetro che, più o meno a contatto con il foglio e per la parte esposta alla luce, si stagliano su un fondo nero”. Man Ray decide di chiamare questa scoperta rayografia, definendola un’opera di “puro Dadaismo”; quarant’anni dopo aggiungerà: “Come le ceneri indisturbate di un oggetto consumato dal fuoco, queste immagini sono i residui ossidati fissati dalla luce e da agenti chimici, sono un’esperienza, un’avventura, non un esperimento. Sono il risultato della curiosità e dell’ispirazione e non intendono comunicare informazioni di sorta”.
Opera non esposta
| Artista | Man Ray |
| Data | 1923 |
| Tecnica | Stampa alla gelatina d'argento (rayograph) |
| Dimensioni | 28,8 x 23,5 cm |
| Credit line | Collezione Peggy Guggenheim, Venezia (Fondazione Solomon R. Guggenheim, New York) |
| Inventario | 76.2553 PG 69a |
| Collezione | Collezione Peggy Guggenheim |
| Tipologia | Fotografia |
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