Man Ray

Senza titolo

1923

Durante i suoi esperimenti con la luce, Man Ray lavora di notte in una camera oscura improvvisata. Sviluppa le lastre esposte durante il giorno e stampa provini su fogli di carta stesi sotto la lastra del negativo appoggiata su un tavolo illuminato da una lampadina a soffitto. Questa sistemazione provvisoria porta a uno sviluppo sorprendente quando, inavvertitamente, appoggia alcuni oggetti su un foglio fotosensibile sotto la luce. Con sua grande sorpresa, sul foglio inizia ad apparire un’immagine, “non il semplice contorno degli oggetti come in una vera e propria fotografia, ma gli oggetti distorti e riflessi dal vetro che, più o meno a contatto con il foglio e per la parte esposta alla luce, si stagliano su un fondo nero”. Man Ray decide di chiamare questa scoperta rayografia, definendola un’opera di “puro Dadaismo”; quarant’anni dopo aggiungerà: “Come le ceneri indisturbate di un oggetto consumato dal fuoco, queste immagini sono i residui ossidati fissati dalla luce e da agenti chimici, sono un’esperienza, un’avventura, non un esperimento. Sono il risultato della curiosità e dell’ispirazione e non intendono comunicare informazioni di sorta”.

Opera non esposta

Artista Man Ray
Data 1923
Tecnica Stampa alla gelatina d'argento (rayograph)
Dimensioni 28,8 x 23,5 cm
Credit line Collezione Peggy Guggenheim, Venezia (Fondazione Solomon R. Guggenheim, New York)
Inventario 76.2553 PG 69a
Collezione Collezione Peggy Guggenheim
Tipologia Fotografia

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Opera non esposta


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