Robert Motherwell
Personaggio (Autoritratto)
1943
Opera non esposta
Leonor Fini
1941
D’indole creativa e ribelle Leonor Fini lascia molto presto Trieste, dov’era cresciuta, per trasferirsi nella capitale francese. A Parigi frequenta gli esponenti del Surrealismo, tra i quali Victor Brauner, Salvador Dalí, Paul Éluard e Max Ernst e partecipa a diverse mostre collettive senza mai aderire ufficialmente al movimento. Ciò che la lega al Surrealismo è l’interesse per il mondo del fantastico e dell’inconscio, che nella sua opera sfocia in visioni oniriche dalle connotazioni sottilmente erotiche. Per Fini la realtà quotidiana può rivelarsi estranea e tuttavia meravigliosa: è sufficiente aprire gli occhi e guardare con attenzione le cose perché esse non sembrino più fenomeni abituali o comprensibili. Si tratta di un universo spesso cupo ma popolato da un sorprendente gruppo di creature fantastiche. Uno scorcio rappresentativo di questo mondo è offerto da quest'opera, dove la protagonista, dalla provocante fisicità, è attorniata da un gruppo di sfingi, metà donne e metà leoni, che sembrano reduci da un banchetto. I loro sguardi lascivi uniti ai resti della festa, chiari simboli sessuali, lasciano immaginare uno scenario oscuro e trasgressivo.
Opera esposta
| Artista | Leonor Fini |
| Titolo originale | The Shepherdess of the Sphinxes |
| Data | 1941 |
| Tecnica | Olio su tela |
| Dimensioni | 46,2 x 38,2 cm |
| Credit line | Collezione Peggy Guggenheim, Venezia (Fondazione Solomon R. Guggenheim, New York) |
| Inventario | 76.2553 PG 118 |
| Collezione | Collezione Peggy Guggenheim |
| Tipologia | Dipinto |
Copia la didascalia
Opera esposta
Robert Motherwell
1943
Opera non esposta
Tony Cragg
1988
Opera esposta
Marcel Duchamp
1941
Opera non esposta
Kazimir Malevich
1916 c.
Opera esposta