Alberto Giacometti

Donna in piedi (Donna ''Leoni”)

1947 (fusione del novembre 1957)

È una dei primi esempi della fase matura con la quale l’opera di Alberto Giacometti è solitamente identificata; questa figura è più allungata e smaterializzata rispetto alla Donna che cammina, di cui conserva la frontalità e l’immobilità. Un senso di fragilità spettrale isola la figura dal mondo circostante, nonostante lo scabro trattamento delle superfici che risultano animate e sensibili alla luce quanto le sculture di Auguste Rodin. Giacometti sfrutta le contraddizioni percettive nelle sculture incorporee e ossessionanti di questo periodo. Le figure, sottili come un fiammifero, che realizza negli anni 1942-46, dimostrano l’effetto della distanza sulle dimensioni e sottolineano il concetto che l’essenza dell’individuo perdura anche quando il corpo sembri svanire, diventare non esistente. Giacometti cerca di trasmettere contemporaneamente alcuni concetti: la consapevolezza della presenza immateriale di un’altra persona, l’inconsistenza del corpo che ospita questa presenza e la natura paradossale della percezione. L'artista ha realizzato questa fusione espressamente per Peggy Guggenheim.

Opera esposta

Artista Alberto Giacometti
Titolo originale Femme debout (“Leoni'')
Data 1947 (fusione del novembre 1957)
Tecnica Bronzo
Dimensioni altezza 153 cm compresa la base
Credit line Collezione Peggy Guggenheim, Venezia (Fondazione Solomon R. Guggenheim, New York)
Inventario 76.2553 PG 134
Collezione Collezione Peggy Guggenheim
Tipologia Scultura

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