Tomonori Toyofuku nasce a Kurume nell’isola di Kyushu, in Giappone, il 24 ottobre 1925. Frequenta fino al 1943 l’Università Kokugakuin, dove studia letteratura giapponese antica e nel 1946 si dedica alla scultura in legno seguendo gli insegnamenti di Tominaga Chodo. Nel 1950 espone per la prima volta in una collettiva del gruppo d’avanguardia Shinseisaku-Kyokai, a cui aderisce a partire dal 1957. Le sue opere fondono sensibilità moderna e concezione della forma propria dell'antica arte del suo paese. La sua prima personale si tiene alla Tokyo Gallery di Tokyo nel 1960, e nello stesso anno partecipa per la prima volta alla Biennale di Venezia.

Il decennio successivo è segnato da un’intensa attività espositiva in Europa. Nel 1961 partecipa al Concorso Internazionale di Architettura e Arte di Copenhagen. In Italia espone alla Galleria del Cavallino di Venezia nel 1962 e l’anno seguente alla Galleria del Naviglio. Nel 1964 partecipa alla Biennale di Venezia, con una sala personale, e al Carnegie International di Pittsburgh vincendo il William Frew Memorial Prize. Espone alla Biennale di San Paolo del 1965 e due anni dopo partecipa al Concorso internazionale del Bronzetto di Padova, dove la sua opera riceve il secondo premio.

Approda a un'espressione astratta originale, che si traduce in sculture di bronzo, legno o pietra traforate secondo un motivo ovoidale ripetuto in infinite variazioni. Si dedica anche alla creazione di gioielli e grandi monumenti pubblici, come la fontana in granito a Kurume (1983) e la scultura commemorativa in ferro nel porto di Fukuoka (1997). Le sue sculture entrano nelle maggiori collezioni pubbliche e private, dal Museum of Modern Art di New York, al National Museum of Modern Art di Tokyo, alla Albright-Knox Art Gallery di Buffalo e alla Galleria d’Arte Moderna di Roma. Toyofuku si trasferisce nel 1960 a Milano. Muore a Fukuoka il 18 maggio 2019.


Opere