George Grosz, pseudonimo di Georg Ehrenfried Gross, nasce a Berlino il 26 luglio 1893. Dopo aver studiato all’Accademia di Belle Arti di Dresda (1909-11), frequenta con delle interruzioni la Scuola d’Arte di Berlino fino al 1917. Nel frattempo, nel 1913 è a Parigi e frequenta la scuola di pittura di Colarossi. Arruolato nell’esercito nel 1914-15 e nuovamente per un breve periodo nel 1917, durante la Prima guerra mondiale realizza disegni e caricature in opposizione alla guerra e dipinti che attaccano la corruzione sociale della Germania dell’epoca, dal capitalismo alla prostituzione, dalla casta militare prussiana alla classe media. Molti di questi disegni vengono pubblicati in riviste satiriche o in cartelle per le quali l’artista viene processato più volte.

Nel 1920 tiene la sua prima personale, alla galleria Neue Kunst/Hans Goltz di Monaco, e partecipa alla “Prima Esposizione Internazionale Dada” di Berlino, svolgendo un ruolo preminente all’interno del movimento Dada e collaborando con John Heartfield e Raoul Hausmann nell’invenzione del fotomontaggio. Nel corso degli anni venti aderisce al Novembergruppe e al movimento della Nuova Oggettività, dal cui stile tuttavia si staccherà verso la fine del decennio in una serie di paesaggi e di nature morte che si accostano a un magico realismo.
Con l’avvento del nazionalsocialismo decide nel 1933 di trasferirsi negli Stati Uniti, dove insegna alla Art Students’ League di New York e apre una scuola di pittura insieme al pittore Maurice Sterne. In questo periodo realizza numerosi acquerelli di grande formato con temi urbani, ma anche scene apocalittiche che alludono alla situazione tedesca.

Nel 1937 riceve il Guggenheim Fellowship e dipinge a olio paesaggi apocalittici e scene di guerra. L’anno seguente ottiene la cittadinanza americana. Nel 1941 il Museum of Modern Art allestisce una sua retrospettiva, che in seguito verrà esposta in altre città degli Stati Uniti. Negli anni quaranta, nonostante i riconoscimenti che gli vengono tributati Grosz è in precarie condizioni finanziarie, che cerca di alleviare con la poco amata attività di insegnamento. Nel 1946 pubblica la sua autobiografia. Nel 1959 ritorna in Germania stabilendosi a Berlino, dove il 5 luglio muore per arresto cardiaco.


Opere