Dušan Džamonja nasce a Strumica, nell’ex Iugoslavia, il 31 gennaio 1928. Nel 1945 si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Zagabria, dove studia scultura con Vanja Radauš e Fran Kršinić, laureandosi nel 1951 con Antun Augustincic. In questo stesso anno espone per la prima volta a Opatija e nei due anni successivi lavora presso il laboratorio di Kršinić, allestendo in seguito un proprio studio a Zagabria, nel quale si concentra in particolar modo sulla scultura e il disegno. Nel 1954 tiene in questa stessa città la sua prima personale al salone ULUH-a. Lo stile figurativo delle sue prime sculture in legno che riprendono la figura umana si volge, attraverso la semplificazione formale, verso l’astrazione, in parte anche grazie all’influenza dell’opera di Henry Moore.

A partire dal 1957, al fine di ottenere una maggior libertà espressiva, inizia a una sperimentazione basata sull’uso di materiali diversi, come ad esempio chiodi e vetro. La sua partecipazione alla Biennale di Venezia del 1960 gli consente di ottenere un riconoscimento internazionale, al quale si accompagnano numerose mostre all’estero. La sua ricerca artistica si incentra in questo periodo su alcune forme geometriche, in particolare il cerchio e l’ovale. In seguito, a partire dal 1967, Džamonja inizia a realizzare una serie di arazzi utilizzando del filo metallico.

Numerosi sono i monumenti pubblici progettati dall’artista in memoria della resistenza partigiana e delle vittime dei campi di concentramento, in particolare l’ossario di Barletta, vicino a Ban, completato nel 1970, e il monumento alla battaglia di Kozara, completato nel 1972; entrambi concepiti in scala architettonica. Autore di un parco di sculture a Vrsar, Džamonja espone in numerose personali e collettive, come la Biennale des Jeunes di Parigi, la Biennale di San Paolo e la Biennale di San Marino. Tra i numerosi riconoscimenti nel 1977 riceve il Premio Rembrandt dalla Goethe Foundation di Basilea. Presente in importanti istituzioni museali come il Museum of Modern Art di New York e la Tate Gallery di Londra, l’artista muore il 14 gennaio 2009 a Zagabria.


Opere