“Si è sempre dato per scontato che Venezia è la città ideale per una luna di miele, ma è un grave errore. Vivere a Venezia o semplicemente visitarla significa innamorarsene e nel cuore non resta più posto per altro”.

Peggy Guggenheim, Venezia 1968.
Photo Tony Vaccaro / Tony Vaccaro Archives

“Dopo la prima visita si è destinati a tornare appena possibile, adducendo una scusa qualsiasi. Non si può restare lontani a lungo; si è riassorbiti inevitabilmente, come per magia. [...] Ogni ora del giorno è un miracolo di luce. D’estate, all’alba, il sole che sorge produce un effetto magico sull’acqua, così delicato che quasi spezza il cuore. Con il passare delle ore la luce diviene sempre più violetta, fino ad avvolgere la città in una nebbia color diamante. Poi comincia lentamente ad affondare nel magico tramonto, il capolavoro del giorno. È il momento di andare in acqua. È come un imperativo: i canali ti attraggono, ti chiamano, ti gridano di venire ad abbracciarli su di una gondola. […] Un giorno dopo l’altro si è trascinati dalla terraferma a galleggiare nella laguna, a guardare il tramonto, a superare tranquillamente I palazzi osservando la loro immagine riflessa nel canale. Quei riflessi sono come quadri, più belli di quanti siano stati mai dipinti dai maggiori maestri. […] Se c’è una cosa che può rivaleggiare con Venezia per bellezza è solo il suo riflesso al tramonto nel Canal Grande”.

- Peggy Guggenheim, Una vita per l’arte, Rizzoli, Milano 1982


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