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Prima del 1986


    1999

48^ Esposizione Internazionale d'Arte
Ann Hamilton Myein
Organizzata da:
Commissari: Katy Kline, Helaine Posner

La parola scelta da Ann Hamilton come titolo del proprio allestimento del padiglione, “myein”, tradotta dal greco si riferisce sia a un'anormale contrazione della pupilla dell'occhio che alla parola “mistero”, di cui è anche radice etimologica. L'allestimento ha riunito molti elementi già trattati dall’artista: come si arriva a conoscere quel che si conosce e cosa invece non si riesce a vedere; l'interazione tra il sapere visivo e quello tattile; la relazione tra vedere e sentire; la rivelazione dell'invisibile e la velatura del visibile; e infine il desiderio della solitudine e quello di far parte di un gruppo sociale allargato. Il padiglione è stato preso in esame come un elemento architettonico unitario nel quale intervenire con alcuni gesti unificanti, interni ed esterni. Una griglia d'acciaio e vetro, larga circa 30 metri e alta quasi 6, ha impedito l'accesso diretto al padiglione distorcendone la visione, data la trasparenza e l'irregolarità. Le pareti interne sono state ricoperte di scritte in caratteri braille (traduzioni di un lungo poema di Charles Reznikoff) e di una misteriosa polvere rossa che scendeva dall'alto a coprire le scritte per poi depositarsi sul pavimento, mentre una voce sussurrava, sillabando in codice fonetico, il secondo discorso inaugurale pronunciato da Abraham Lincoln dopo quattro anni di guerra civile.

credits: Hangar Design Group