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LE ORIGINI SVIZZERE DEI GUGGENHEIM
Di Roy Oppenheim

La dinastia dei Guggenheim e Aarguau-er Surbtal, Svizzera

Nel suo libro Portnoy’s Complaint il famoso scrittore americano Philip Roth fa cenno ad Endingen e Lengnau, le due cittadine da cui provengono molte rinomate famiglie di origine ebraica. Questo è un fenomeno di cui le persone possono andare fiere, da entrambi i lati dell’Atlantico, specialmente in Svizzera e negli Stati Uniti. I discendenti di queste famiglie - due nomi per tutti- il regista statunitense di film William Wyler, nato a Endingen (The Desperate Hours, Ben Hur, Funny Girl) e il famoso compositore Ernest Bloch, nipote del direttore dell’orchestra della Sinagoga di Lengnau. Ernest Bloch emigra in America nel 1916.
Anche le origini della famiglia Guggenheim si possono trovare in quest’area ed è una famiglia nota per aver giocato un ruolo significativo nel campo dell’arte.

Ho avuto l’onore di incontrare due volte Peggy Guggenheim. Era una donna affascinante e aperta al mondo, aveva molti buoni amici intorno, protagonisti della scena dell’arte moderna. Una donna che non solo andò contro le convenzioni sociali borghesi, ma le scardinò.

Anche questa donna, che ha scritto la storia dell’arte, educata, navigata mecenate delle arti, è discendente dei Guggenheim di Lengnau. Tuttavia il mondo in cui hanno vissuto i suoi predecessori è l’antitesi del grande, del cosmopolita, del mondo poliglotta del XX secolo del quale Peggy rappresenta la quintessenza.

Torniamo indietro alla nascita della Confederazione Svizzera: attorno al XIII-XIV secolo gli Ebrei vivevano in tutte le cittadine più grandi della Svizzera, nel XVI e XVII secolo furono tuttavia scacciati da queste con la forza, se non volevano andarsene era prevista la pena di morte. Dopo molti dibattiti e discussioni nel 1776 il Tagsatzung, il Parlamento svizzero di quel periodo storico, decise di confinare tutti gli Ebrei alle sole cittadine di Endingen e Lengnau. Le due cittadine situate agli incroci più frequentati della regione del Baden, con i circhi di Zurzach al nord e la stazione termale di Baden al sud. Inoltre, entrambe le cittadine erano situate su una fondamentale via commerciale dell’epoca, che partiva da Monaco, attraversava la zona del Lago di Costanza per arrivare a Lione, in Francia.

In quell’epoca era costume tra gli Ebrei far derivare i loro cognomi dai nomi delle località, perché i loro erano troppo difficili da pronunciare. I Guggenheim molto probabilmente hanno scelto il loro nel XVII secolo, durante la Guerra dei Trentanni, dalla cittadina Gougenheim, in Alsazia, evidentemente la prima regione d’insediamento dei primi Guggenheim. Il primo Guggenheim fu registrato a Lengnau nel 1696.

La vita nelle due cittadine di campagna era difficoltosa per gli Ebrei. Avevano dimenticato i lavori d’agricoltura, come molte altre professioni. L’unico modo per poter sopravvivere era mercanteggiare. Oltretutto dovevano osservare una grande quantità di restrizioni molto pesanti. Dovevano pagare un pedaggio o una tassa ogni volta che entravano in un confine o oltrepassavano i limiti cantonali. Una tassa molto cospicua gravava sui matrimoni. Le sepolture e i terreni comuni furono completamente dimenticati, la terra era proprietà privata. Il numero delle case per gli Ebrei fu limitato a 108, così dovevano aspettare anni prima di poter iniziare a costruire le loro case di proprietà.

Ancora oggi le case a due porte sono una peculiare caratteristica del paesaggio di Lengnau e Endingen: un’entrata per i Cristiani e un’altra, separata, per gli Ebrei. Ebrei e Cristiani dovevano entrare nelle loro case da soglie diverse. Se per casualità un Ebreo avesse risparmiato un po' di denaro, sarebbe stato tassato e sarebbe tornato in povertà.

Nonostante ciò, le due comunità ebraiche erano autonome e potevano praticare il proprio culto e rituali e gestire i loro affari interni. Avevano stabilito le loro tasse per coprire i bisogni delle comunità, per occuparsi dei poveri e per provvedere all’educazione scolastica e religiosa del loro gruppo.

La famiglia Guggenheim era una delle famiglie più attive del Surbtal. Nel 1702 Jacob Guggenheim da Lengnau, uno dei predecessori di Peggy, subì un processo per aver acquistato un vigneto senza autorizzazione nel Wettingen. Un anno dopo la sua casa fu incendiata per rappresaglia da ignoti. Lo stesso Jacob Guggenheim era una figura di spicco a Lengnau. Nel 1732, quando agli Ebrei era stato imposto di andarsene dal Surbtal, le 250 famiglie Ebree della valle scelsero come rappresentante di fronte al governo di Zurigo (Tagssatzung) Jacob Guggenheim per esporre la questione Ebraica. Jacob Guggenheim tenne un famoso e acceso discorso.

Non fu sufficiente, le tasse per gli Ebrei furono clamorosamente aumentate. Joseph, uno dei figli di Jacobs Guggenheim, era il sacerdote della regione. Johann Caspar Ulrich, un vicario protestante di Zurigo,dopo molti mesi riuscì a convertire Joseph (che era stato educato ai precetti del Talmud) al Cristianesimo portandolo con sé in una scuola in Francia. Il risultato fu un brutto confronto tra gli Ebrei e i Cristiani, così grande da essere riportato sulla stampa svizzera dell’epoca.

Nei primi decenni del XIX secolo, la Svizzera dovette affrontare una grande crisi economica a causa delle invasioni napoleoniche. Il commercio, che era vitale per gli Ebrei, subì una completa stagnazione. Scrisse un contemporaneo: “I volti pallidi, emaciati dei poveri rappresentavano un incubo per l’umanità”. In cima a questa povertà spiccava la sofferenza politica ebraica. L’Elvezia aveva tolto agli Ebrei l’obbligo di pagare le tasse speciali, ma con la legge chiamata “Legge degli Ebrei” del 1809, il Cantone di Aargau, recentemente creato, abolì tutti i diritti per gli Ebrei. Un altro episodio dimostra la durezza con cui venivano trattati: Samuel Guggenheim da Lengnau nel 1818 rischiò la sua stessa vita per salvare due bambini da un incendio. Guggenheim non voleva accettare la ricompensa che gli era stata offerta, ma chiese di poter vendere le sue merci nella zona dov’era accaduto l’episodio. La sua richiesta fu rifiutata senza alcuna spiegazione.

Isaac, un altro figlio del famoso e coraggioso Jacob Guggenheim, raggiunse un modesto grado di ricchezza. Ebbe otto figli dal suo matrimonio tra i quali Simon. La moglie di Simon morì nel 1836 e lui crebbe da solo suo figlio Meyer e le sue altre cinque figlie.
Più tardi si legò a Rachel Weil, una vedova che aveva avuto tre figli e quattro figlie dal suo precedente matrimonio. Le autorità di Lengnau si rifiutarono di autorizzare il loro matrimonio.

Così Simon e Rachel, raccolte le loro cose, decisero di emigrare con i loro figli. In Svizzera si diceva che nei giovani Stati Uniti d’America vecchi di solo 50 anni, non ci fossero ghetti, né discriminazione.

Nel 1847, l’anno in cui fu consacrata la nuova sinagoga di Lengnau, e un anno prima della fondazione della Confederazione Svizzera, il cinquantacinquenne Simon Guggenheim e la quarantunenne Rachel emigrarono con i loro bambini. Il viaggio attraverso l’Atlantico da Amburgo a Philadelphia durò due mesi in nave. Simon e Rachel condivisero il loro destino con migliaia di loro connazionali Svizzeri emigrati in America dall’Ungheria. Dal ristretto universo dell’Europa centrale a Philadelphia: il contrasto non poteva che essere favoloso.

Il nuovo mondo era ancora più impressionante rispetto a quello che un abitante del Surbtal svizzero avrebbe potuto immaginare. La maggior parte della giovane unione di stati americani non era ancora stata organizzata. Le grandi foreste, i campi senza confini, i paesaggi selvaggi e rocciosi e le nuove città impressionarono non poco i viaggiatori venuti dalla lontana Europa. Lo Stato di Philadelphia era già uno degli Stati più affascinanti e tolleranti dell’Unione. Negli Stati Uniti la corsa all’oro era iniziata. Solo poche delle più grandi famiglie di successo americane avevano già conquistato ricchezza e influenza: gli Astors, i Du Pont e i Vanderbilts erano già sulla strada per acquisire la loro grande ricchezza. I Rockefellers, i Kennedy e i Ford non erano ancora entrati nella scena. La crescita dinamica della famiglia Guggenheim nei mercati tessili, nel campo delle miniere e dell’industria dell’acciaio, e alla fine come mecenati dell’arte mondiale, è un’altra storia, un’incredibile e unica storia di successo che dovreste già conoscere.

Si può aggiugere questo per completare la narrazione: Simon Guggenheim, che emigrò in America, ebbe un figlio, Meyer Guggenheim. Meyer dal suo matrimonio ebbe otto figli e tre figlie fra cui il mecenate dell’arte Solomon R. Guggenheim e Benjamin, il padre di Peggy Guggenheim.

La questione è: qual è la connessione tra questa storia di passaggio dalla povertà alla ricchezza e la cittadina svizzera di Lengnau tra il XVIII e il XIX secolo? La mia risposta è che solo il mondo confinato, difficile del ghetto di Aargau potrebbe aver chiaramente prodotto la grandiosa vitalità, l’incontenibile forza di volontà che alimentò la famiglia dei Guggenheim generazione dopo generazione. Quest’incredibile storia di successo è la storia di individui che hanno provato a loro stessi e al mondo che gli ebrei possono farcela allo stesso modo delle persone di altri credi, se viene loro offerta un’opportunità.

Per i Guggenheim non era solo un voler arricchirsi, fare soldi. Il successo finanziario rese possibile il loro impegno sociale e culturale. La memoria dei loro predecessori confinati in condizioni precarie nel loro antico paese di provenienza, ha giocato senza alcun dubbio un ruolo fondamentale. Questo è dimostrato dal fatto che i Guggenheim non hanno mai dimenticato le loro origini Aargauer Surbtal. Nel 1902, cinquantacinque anni dopo che il loro nonno emigrò, il padre di Peggy Guggenheim e lo zio hanno elargito una significativa somma di denaro per finanziare la casa di riposo ebraica di Lengnau.

Oggi, non esiste più il ghetto in queste cittadine svizzere. All’inizio del XIX secolo gli ebrei svizzeri iniziarono a difendersi e passo dopo passo aprirono le porte del ghetto. Nel 1866 agli ebrei venne concessa la libertà di stabilirsi in altre città e aree, dove cominciarono lentamente a insediarsi.

Il ghetto svizzero di Lengnau e Endingen scomparve dopo centocinquant’anni, quando, verso la fine del XIX secolo, la Svizzera seguì l’esempio di altri paesi e garantì agli ebrei pieni diritti civili. Nonostante la storia degli ebrei nel nostro paese, sin dai tempi dei Romani, è stata sempre caratterizzata da persecuzioni, esilî, discriminazioni, gli ebrei svizzeri hanno condiviso il loro destino con milioni di ebrei europei nel periodo delle deportazioni.

© 2002 Roy Oppenheim








Cimitero ebraico di Lengnau



Casa a doppio ingresso a Lengnau



Casa a doppio ingresso a Lengnau



Doppio ingresso di una casa a Lengnau



Libro delle restrizioni sul commercio imposte agli ebrei, pubblicato nel 1773



Venditore di bestiame ebreo, ceramica del, XIX secolo



Venditore ambulante ebreo, fotografia del XIX secolo



Sinagoga di Lengnau



Interno della sinagoga



Friday Night, di Alis Guggenheim (1896-1958)



Lista delle donazioni Guggenheim del 1902 per la casa di riposo ebraica a Lengnau



Foto della casa di riposo ebraica di Lengnau poco dopo la sua costruzione



Casa di riposo ebraica a Lengnau, 2002



Casa di riposo ebraica a Lengnau
credits: Hangar Design Group