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Tre appuntamenti per scoprire poco a poco la mostra temporanea dedicata al Vorticismo. In collaborazione con Università Ca' Foscari, Venezia, a cura di Francesca Bisutti.
Prenotazione obbligatoria al numero 041.2405401 o via e-mail info@guggenheim-venice.it

10 marzo ore 17.00

Rosella Mamoli Zorzi, Ezra Pound: Rock Drill de los cantares
A distanza di quasi quarant’anni dalla creazione dell’opera di Jacob Epstein, Rock Drill, che nella ricostruzione di Ken Cook e Ann Christopher apre la mostra in corso sui Vorticisti alla Guggenheim, Ezra Pound scelse il titolo di questa opera per i suoi Cantos 85-95 (Section: Rock Drill): una scelta che mostra l’enorme impatto che ebbe l’opera di Epstein su un poeta la cui presenza permea l’intera mostra, in modi diretti o indiretti.
Seguendo il percorso espositivo cercheremo di vedere i rapporti di Pound con Epstein, le impressionanti coincidenze delle sezioni IV e V del poemetto di Pound Hugh Selwyn Mauberley con la seconda versione, il torso mozzo, di Rock Drill, e il rapporto di Pound con gli artisti presenti in mostra, in particolare Gaudier-Brzeska e il fotografo Alvin Coburn.

24 marzo ore 17.00
Monica Pavani, E scultura sia: Jacob Epstein e lo scandalo della (pro)creazione
L’adesione dello scultore ebreo americano di origine polacca Jacob Epstein (1880-1959) al Vorticismo è di breve durata (1913-15), eppure frutta al movimento una delle sue opere più rappresentative: Rock Drill. Lo stesso Epstein, nella sua autobiografia Let There Be Sculpture (1940), definisce questa scultura – scaturita dal suo «breve entusiasmo per le macchine» – come un robot minaccioso, montato su un martello pneumatico, che cerca di proteggere dentro di sé la sua progenie a rischio di estinzione.
Si può dire che in quest’opera sia già contenuto il germe – o meglio, il feto – dell’insofferenza dello scultore nei confronti dell’astrattismo teorizzato in quegli anni da T. E. Hulme, che secondo Epstein può soltanto condurre l’artista all’esaurimento e all’impotenza. Se i capolavori precedenti e successivi dello scultore (le statue sullo Strand a Londra, la tomba di Oscar Wilde a Parigi, il suo primo Christ) scatenano una successione di altrettanti scandali, è proprio perché la sua arte è tutta tesa a mettere in luce l’aspetto più umano e disarmante della creazione, così come è sintetizzato nell’opera Birth, appartenente alla fase vorticista.
La società borghese e benpensante del suo tempo, tuttavia, non è ancora pronta a confrontarsi con la rappresentazione di un’umanità ‘nuda e cruda’. In un’epoca di sanguinosi conflitti mondiali, anche il lungo percorso artistico di Epstein può considerarsi una vera e propria guerra in difesa del sacrosanto diritto della scultura di rappresentare la verità dell’essere umano senza trasfigurazione alcuna.

7 aprile ore 17.00
Armando Pajalich, Wyndham Lewis: il satiro nel vortice

Coerentemente con lo spirito delle avanguardie novecentesche, per Wyndham Lewis il Vorticismo doveva rivoluzionare non solo l'estetica ma anche l'etica, proponendo l'Uomo Nuovo, oltre che Arti Nuove. Nella sua visione, ciò era imprescindibile dal ritorno alla Satira, come è evidente nei manifesti vorticisti – scritti essenzialmente da lui – e nelle sue opere giovanili sia letterarie che pittoriche. Sulla strada della Satira lo seguirono per pochi anni pochi letterati (Ezra Pound e T. S. Eliot in particolare), ma egli la predilesse per tutta la vita nella sua produzione letteraria (delineando un Modernismo Satirico che solo lui rappresenta in Gran Bretagna), pur se non sempre nella pittura.
In questa occasione verrà presentata la sua produzione letteraria degli anni del Vorticismo o di poco successiva, per una maggiore comprensione anche dei suoi disegni vorticisti.


 

Ezra Pound   Lewis Composition   Wyndham Lewis
         
Alvin Langdon Coburn
Ezra Pound, 1913
Fotoincisione
Collezione privata
  Wyndham Lewis
Composizione, 1913
Penna, acquerello e matita su carta
Tate, Londra. Acquisto 1949.
Image courtesy of Tate Photography
© By kind permission of the Wyndham Lewis Memorial Trust (a registered charity)
  Alvin Langdon Coburn
Wyndham Lewis, 1916
Fotoincisione
International History of Photography Collection, ca. 1900-1951, Rare Book, Manuscript, and Special Collections
Library, Duke University Durham, North Carolina.


simposio internazionale I vorticisti

Sabato 29 gennaio si terrà a Venezia il simposio internazionale I Vorticisti, presso l’Auditorium Santa Margherita (Dorsoduro 3689) dalle 9.30 alle 18. Il simposio, organizzato in concomitanza con l’apertura della mostra I Vorticisti: artisti ribelli a Londra e New York, 1914 – 1918 (29 gennaio – 15 maggio 2011), intende presentare in modo ampio e approfondito gli artisti e i pensatori che contribuirono al movimento, con lo scopo di avvicinare studenti, studiosi e il pubblico in generale a un’avanguardia ancora virtualmente poco conosciuta nel nostro paese. Interverranno nove docenti e ricercatori di fama internazionale, che analizzeranno, nel corso della giornata, gli aspetti salienti del pensiero dei singoli protagonisti del Vorticismo. Moderatrice dell’incontro sarà Vivien Greene, Curator of 19th- and Early 20th-Century Art al Guggenheim Museum di New York, e curatrice della mostra insieme a Mark Antliff, professore di storia dell’arte presso la Duke University. Il simposio è reso possibile grazie a The Gladys Krieble Delmas Foundation. Ulteriore supporto è stato offerto da The Henry Moore Foundation e Università Ca’ Foscari Venezia.

Per la prima volta in Italia viene presentata una mostra interamente dedicata al Vorticismo, il più originale e radicale contributo inglese alle avanguardie artistiche nate in Europa negli anni che hanno preceduto e accompagnato la Prima guerra mondiale. La sua distintiva astrazione figurativa era la risposta anglo-americana che da Londra arrivava al Cubismo francese e al Futurismo italiano. Guidato dal poeta Ezra Pound e dall’artista scrittore Wyndham Lewis, e sostenuto dalle filosofie estetiche di pensatori come T.E. Hulme, il Vorticismo germogliò tra il 1913 (quando cominciò a manifestarsi nei dipinti e nelle sculture di artisti quali Lewis, Jacob Epstein e Henri Gaudier-Brzeska) e il 1917. La guerra, così come le differenze personali e di pensiero, portarono i membri del gruppo ad allontanarsi e, dopo il 1918, il movimento a scemare.

Programma della giornata:

9.45 Vivien Greene: Introduzione

10.00 Giovanni Cianci: Due culture, due avanguardie a confronto: il vorticista Ezra Pound contro il futurista F.T.Marinetti 1910-1920
10.30 Tom Normand: Wyndham Lewis: vorticista
11.00 Patrick McGuinness: T.E. Hulme, moderato estremo

11.30 pausa

12.00 Richard Cork: Lo scandaloso Epstein
12.30 Mark Antliff: Vortice anarchico: l’arte e la vita di Henri Gaudier-Brzeska

13.00 – 14.30 pausa

14.30 Brigid Peppin: Helen Saunders e il suo contributo al Vorticismo
15.00 Pamela Glasson Roberts: Alvin Langdon Coburn e i Vorticisti

15.30 pausa

16.00 Robert Hewison: Incidere e abbagliare: le xilografie di Edward Wadsworth
16.30 Andrew Gibbon-Williams: Vorticismo in prospettiva – successive valutazioni

17.00 tavola rotonda

18.00 termine del simposio

credits: Hangar Design Group