
Andrew Gibbon–Williams
Vorticismo in prospettiva – Valutazioni successive
L'intervento si concentra sulle valutazioni critiche del movimento vorticista
immediatamente successive al suo rapido fiorire durante gli anni che precedono
la Prima guerra mondiale, mettendo a confronto l'entusiasmo espresso da un piccolo
gruppo di seguaci e critici, tra cui spicca T.E. Hulme, con il successivo disprezzo
nei confronti del primo vero movimento astratto britannico da parte dell'"autorità"
artistica inglese degli anni venti e trenta, nonché da parte di artisti che ricoprono
ruoli di primo piano nella nascita del Vorticismo. Si cercherà di rispondere
a domande quali: perché Wyndham Lewis cerca di far rinascere il Vorticismo dopo
il fallimento al termine della Prima guerra mondiale? Perché artisti inglesi
come Ben Nicholson ed Henry Moore, autori negli anni trenta di opere astratte,
tengono in poco conto gli sforzi dei loro predecessori? Perché il Vorticismo
impiega così lungo tempo ad acquisire, a pieno merito, il titolo di movimento
artistico moderno europeo? Gli indizi in grado di spiegare questo prolungato
stato di limbo si possono trovare nella polemica scoppiata a seguito della mostra
del 1956 alla Tate Gallery, "Wyndham Lewis and Vorticism", quando l'unico
sopravvissuto tra i maggiori vorticisti, William Roberts, desideroso di far luce
sulla verità, provoca una vituperosa campagna stampa in cui asserisce la propria
versione della sperimentazione vorticista in totale disaccordo con quella proposta
dalla Tate Gallery e dalla nuova generazione di storici dell'arte. Quale credibilità
può essere riconosciuta alle idee espresse da William Roberts nel suo Vortex
Pamphlets? Aveva forse ragione William Roberts?
Biografia
Andrew Gibbon–Williams ha studiato Storia dell'arte con David Talbot Rice e
Giles Robertson all'Università di Edimburgo negli anni settanta, poi un corso
di Belle arti all'Edinburgh College of Art. Nei primi anni ottanta è uno dei
co–fondatori della 369 Gallery, una galleria d'arte che apre la strada per
un riconoscimento internazionale all'arte contemporanea scozzese. Le opere
di Williams fanno parte di importanti collezioni private e aziendali, tra cui
la Scottish National Gallery of Modern Art e Glasgow Museums. Nei primi anni
ottanta trascorre, inoltre, un periodo a New York, dove frequenta la Factory di
Andy Warhol. Rientrato in Scozia, è nominato critico d'arte per "The Sunday
Times Scotland", per cui continua a scrivere anche engli anni novanta, quando
scrive anche per la redazione di "The Times" fuori Londra. La BBC gli commissiona
la sceneggiatura di un importante documentario basato sulla storia dell'arte
scozzese da lui scritta, The Bigger Picture, che viene presentato
da Billy Connolly. Gibbon-Williams ha inoltre scritto Craigie: The Art
of Craigie Aitchison, e William Roberts: An English Cubist. Vive
a Milano.