
Giovanni Cianci
Due culture, due avanguardie a confronto: il vorticista Ezra
Pound contro il futurista F.T. Marinetti 1910-1920
La relazione
prende in esame i rapporti intercorsi tra Ezra Pound e Filippo Tommaso Marinetti
nell'arco cronologico che va dal 1910 al 1920, il periodo più cruciale
delle relazioni tra i due personaggi, nell'ambito delle avanguardie storiche
pre e postbelliche.
Preliminarmente sarà tratteggiata una sintesi dell'affermazione di
Marinetti a Londra (conferenze, mostre ecc) fino alla pubblicazione, da parte
di Marinetti e Nevinson, del manifesto futurista Vital English Art e
la controproposta polemica del Vorticismo formulata da Lewis e Pound su "Blast" e altrove,
sullo sfondo delle contrapposte culture a confronto: ancora agraria quella
italiana (da qui la macchinolatria) e quella già industriale-tecnologica
inglese (da qui la critica verso l'eccessivo macchinismo marinettiano). Tutte
motivazioni che inducono Marinetti a teorizzare la tabula rasa di un passato
(la tradizione) che ostacola e inibisce il nuovo, mentre Pound, assetato
di tradizione europea, è indotto a conciliare il necessario rinnovamento
("Make it New!") dialogando con i classici del passato.
Seguono alcuni punti
cardine del progetto futurista esposto nei manifesti, brevi accenni al discorso
specifico rivolto al pubblico inglese da Marinetti a Londra (il suo "Discours futuriste aux Anglais"), e uno sguardo al Pound degli esordi,
segnatamente orientato verso la cultura medievale, e sua progressiva (ma lenta)
evoluzione verso la modernità ora eretta a programma (modernismo). Viene quindi
presa in considerazione la fase di più accesa contestazione professata da Pound
tra il 1913 e il 1914 in alcune "scandalose" poesie "ditirambiche", e il Pound
iconoclasta e militante nella sua pubblicistica violentemente anti-establishment,
che prende avvio dopo aver abbandonato l'asettico imagismo ed essersi sempre
più coinvolto attivamente con le arti plastico-figurative più radicali, che allora
guidavano il rinnovamento modernista delle forme in tutta Europa. Infine, si
propone una riflessione sul Pound "pentito" negli anni postbellici del rappel
à l'ordre, e sulla nozione e prassi della tradizione rilanciata da T.S.
Eliot nel 1919 a fondamento di una rivoluzione meno effimera (di quella, pur
fondamentale della fase eroica prebellica), che ora nutre e consolida i capolavori
del modernismo angloamericano, dalla Waste Land di Eliot all'Ulysses di
Joyce, ai Cantos di Pound.
Biografia
Nato a Milano nel 1940. Si è laureato con Agostino Lombardo. Ha perfezionato
gli studi a Cambridge (Darwin College, 1968-70). È professore ordinario di
Letteratura inglese dal 1976. Ha insegnato negli atenei di Roma (1969-70),
Palermo (1970-82), Genova (1982-94). Dal 1994-95 è docente di Letteratura inglese
presso la Facoltà di Lettere dell'Università di Milano. Dal 2007 è Decano della
Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi di
Milano.
Ha studiato la critica letteraria del Novecento inglese in La Scuola di
Cambridge (Bari, 1970). Nel 1974 ha pubblicato La Fortuna di Joyce
in Italia. Ha esplorato l'area delle avanguardie storiche nei seguenti
volumi: Futurismo/Vorticismo (1979); Wyndham Lewis-Letteratura/Pittura (1982); Modernismo/Modernismi (1991); La
città, 1830-1930 (1991).
Ha pubblicato su varie riviste e volumi italiani ed esteri. Ha scritto numerosi
saggi su critici e scrittori del Novecento (J. Conrad, F.M. Ford, E. Pound, D.H.
Lawrence, T.E. Hulme, W. Lewis, J. Joyce, T.S. Eliot). Ha promosso il convegno
internazionale a carattere interdisciplinare "J. Ruskin and Modernism" i cui
atti sono usciti presso l'editore Palgrave (New York 2001). Nel 2001 ha promosso
e pubblicato gli atti del convegno Il Cézanne degli scrittori dei
poeti e dei filosofi (Milano 2001). Nel 2006 ha pubblicato il volume Anglo-American
Modernity and the Mediterranean e nel 2007 ha curato, con Jason Harding,
gli atti di un altro convegno internazionale a carattere interdisciplinare su
T.S. Eliot, pubblicati dalla Cambridge University Press con il titolo T.S.
Eliot and the Concept of Tradition (edizione paperback, 2009) Il suo volume
più recente (curato con altri) è Transits: The Nomadic Geographies of Anglo-American
Modernism, pubblicato da Peter Lang International Academic Publishers (2010).