Mark Tobey Luce Filante

Mark Tobey. Luce filante

6 maggio –10 settembre, 2017
A cura di Debra Bricker Balken

#MarkTobey

Oggi alcuni artisti parlano dell’atto del dipingere ... ma la prima preparazione è lo Stato d’animo, e l’azione procede da questo. La Pace interiore è un altro ideale, forse lo stato ideale da ricercare nella pittura, e certamente è preparatorio all’atto.
(Mark Tobey, 1958)


Mark Tobey
Mark Tobey nel suo studio1949, Courtesy Arthur Lyon Dahl. Photo by Larry Novak

È la più esaustiva retrospettiva degli ultimi vent’anni dedicata all’artista americano Mark Tobey (1890 – 1976). La mostra Mark Tobey. Luce filante intende tracciare l’evoluzione dello stile pionieristico dell’artista, nonchè il suo contributo, significativo e ancora non del tutto riconosciuto, all’astrazione e al modernismo americano del XX secolo.

Con 70 dipinti, che spaziano dalle produzioni degli anni '20 fino ad arrivare agli anni '70, la mostra indaga la portata della produzione artistica di Tobey e rivela lo straordinario, quanto radicale, fascino del suo lavoro. Il percorso espositivo si configura, dunque, come un attento riesame della produzione artistica del pittore, tra i maggiori artisti americani a emergere negli anni '40, in quel decennio clou che vide la nascita dell’Espressionismo astratto, riconosciuto come figura d'avanguardia, precursore con la sua "scrittura bianca" di quelle innovazioni stilistiche introdotte di lì a poco dagli artisti della Scuola di New York, quali Jackson Pollock.

Tobey ha lasciato un segno forte nella storia dell’arte del '900 per le sue rappresentazioni calligrafiche, uniche nel loro genere, che risultano essere il risultato di una lirica integrazione tra due culture figurative, l’occidentale e l’orientale, che spaziano dalla tradizionale pittura cinese su pergamena al Cubismo europeo. Tale forma di astrazione deriva dalle diverse esperienze fatte dall'artista che ha vissuto tra Seattle e New York, ha viaggiato a lungo tra Hong Kong, Shanghai, Kyoto e l'Europa, e si è convertito alla fede Bahá'í, religione abramitica monoteistica nata in Iran a metà del XIX secolo.

Come spiega la curatrice Debra Bricker Balken "all'interno di questo mix di fonti, Tobey è stato in grado di evitare uno specifico debito col Cubismo, a differenza dei suoi compagni modernisti, fondendo elementi legati a linguaggi formali in composizioni che sono sorprendentemente radicali e al tempo stesso meravigliose". Il lavoro di Tobey, innovativo e peculiare nelle influenze che esercita e nella sua bellezza intrinseca, incarna a pieno l’anima internazionale del modernismo della metà del XX secolo, aspetto finora inesplorato dalla critica dell’arte post-bellica.



Luce filante (Threading Light), 1942
The Museum of Modern Art, New York
Cristallizzazioni (Crystallizations), 1944
Iris & B. Gerald Cantor Center for Visual Arts, Stanford University, Mabel Ashley Kizer Fund, Donazione Melitta e Rex Vaughan, e Modern and Contemporary Acquisitions Fund

Senza titolo (Disegno sumi) (Untitled [Sumi Drawing]), 1957
Collezione Martha Jackson, The Albright-Knox Art Gallery, Buffalo, New York

Mondo (World), 1959
Collezione privata, New York
Mondo bianco (White World), 1969
Hirshhorn Museum and Sculpture Garden, Smithsonian Institution, Washington, DC, Donazione Joseph H. Hirshhorn

Lumber Barons, 1957
The Menil Collection, Houston

Campo selvatico (Wild Field), 1959
The Museum of Modern Art, New York, Collezione Sidney e Harriet Janis


Tutti i giorni alle 15.30 il museo offre visite guidate alla mostra.
IL CATALOGO

L'esposizione è accompagnata da un'esaustiva pubblicazione illustrata, edita da Skira Rizzoli in italiano e inglese, che documenta molti dei lavori di Tobey, con un approfondito saggio dedicato all’artista e al suo contesto culturale della curatrice Debra Bricker Balken, la cui ricerca attenta e originale è focalizzata sull’unicità dello stile di Tobey e sul ribadire il suo ruolo determinante all’interno della scena artistica Americana.

Peggy Guggenheim Museum Shop:
tutti i giorni dalle 10 alle 18, chiuso il martedì
tel: 041.2405.422 / 432; fax: 041.520.6885; e-mail: shop@guggenheim-venice.it


SPONSOR

Organizzata da Addison Gallery of American Art, Phillips Academy, Andover, Massachusetts.

La mostra è resa possibile grazie al generoso sostegno di Sidney R. Knafel Exhibition Fund, Peter ed Elizabeth Currie, Stephen C. e Katherine D. Sherrill, e della Josef and Anni Albers Foundation. L’importante contributo di Douglas e Janet True ha reso possibile la pubblicazione del catalogo.

La mostra è resa possibile grazie a
Lavazza

Con il sostegno di:

Institutional Patrons
EFG
Lavazza
Regione del Veneto
 

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