Pollock365
A VENEZIA L’ARTE DEI FRATELLI POLLOCK A VENEZIA
#Pollock365


La Collezione Peggy Guggenheim presenta un articolato progetto espositivo con tre preziose mostre che rendono omaggio ai fratelli Jackson e Charles Pollock. Nell’anno di Expo Milano 2015, in un momento in cui non solo Milano ma l’Italia intera sarà al centro dell’attenzione mondiale, la Collezione Peggy Guggenheim, grazie anche al supporto di Intrapresæ Collezione Guggenheim, offre la possibilità unica di avvicinarsi al cuore pulsante dell’Espressionismo astratto americano grazie ad un’anteprima unica, che porterà il prossimo 23 aprile il grande Murale (1943) di Jackson Pollock ad approdare per la prima volta in laguna, centro focale della mostra Jackson Pollock, Murale. Energia resa visibile, a cura di David Anfam e organizzata dall’University of Iowa Museum of Art. Prima di allora, sarà la volta di un altro importante momento nella vita del museo veneziano: il 14 febbraio (fino al 6 aprile) infatti Alchimia, capolavoro indiscusso di Jackson Pollock “torna a casa” dopo oltre un anno di permanenza all’Opificio delle Pietre dure di Firenze, in occasione della mostra Alchimia di Jackson Pollock. Viaggio all’interno della materia, a cura di Luciano Pensabene Buemi e Roberto Bellucci. Infine, a coronare l’originale programma espositivo, sempre il 23 aprile, si aprirà la prima retrospettiva mai dedicata al lavoro di Charles Pollock (1902-1988), fratello maggiore di Jackson. La mostra è curata da Philip Rylands e resa possibile grazie all’Archivio Charles Pollock di Parigi.


Jackson Pollock, Murale (Mural), 1943. University of Iowa Museum of Art
Jackson Pollock al lavoro, 1950. Foto Rudy Burckhardt
Charles Pollock, Fireworks [Fuochi d’artificio], 1950 © Charles Pollock Archives
Peggy Guggenheim e Jackson Pollock davanti al Murale. © Foto George Kargar
Charles Pollock Chapala 3, 1956. Collezione Peggy Guggenheim, Venezia
Jackson e Charles Pollock, New York 1930
Alchimia all’Opificio delle Pietre Dure di Firenze. Foto Opificio delle Pietre Dure


Tre esposizioni, tre percorsi allestitivi, tre momenti unici e sorprendenti, che affondano le proprie radici filologiche a New York, agli inizi degli anni ‘40, quando Peggy apre la sua galleria-museo Art of This Century, tra il 1942 e il 1947. Qui espone gli artisti della scuola di New York, quelli che saranno poi noti come gli espressionisti astratti americani, tra cui Peggy riconosce il genio assoluto di Jackson Pollock. Affascinata dal suo talento, lo sostiene e promuove il suo lavoro, influenzando così le tendenze della nuova arte americana e internazionale e il corso della storia dell’arte del XX secolo. Nel 1943, per il suo appartamento newyorkese, Peggy commissiona al giovane artista americano un enorme Murale, l’opera più grande che Jackson Pollock abbia mai realizzato, e successivamente donata all’Università dell’Iowa dalla stessa collezionista quando alla fine degli anni ’40 lascia New York per trasferirsi in Europa, a Venezia. In breve tempo l’evoluzione della pittura di Pollock, attraverso la tecnica del dripping, sconvolgerà i canoni a cui gli occhi dei collezionisti e del pubblico erano stati abituati fino ad allora. La sua Alchimia ne è uno dei primi esempi. Con il suo arrivo a Venezia, Peggy porta con sé le opere di Pollock e la consapevolezza di aver esportato un’assoluta novità artistica. Continua a promuovere il suo lavoro, donando alcune delle sue opere a importanti musei europei e americani e organizzandogli la sua prima personale in Europa, nel 1950, al Museo Correr (Venezia). Charles Pollock, mentore di Jackson, comincia la sua carriera artistica studiando con Thomas Hart Benton, e aderendo alla pittura “Regionalista”, proprio nello stile del maestro. Negli anni ‘40 si converte all’astrattismo e dalla metà degli anni ‘50 dipinge superbe tele astratte sulla scia del movimento del “Color-field”.

L’intero programma espositivo è reso possibile grazie al supporto della Private Bank BSI, di Enel, e gode del patrocinio della Missione Diplomatica Statunitense in Italia e del sostegno della Pollock-Krasner Foundation. I progetti educativi del programma sono realizzati con il sostegno della Fondazione Araldi Guinetti, Vaduz.