
Per le informazioni relative alle mostre
esposte prima del 2005 si prega di consultare l’ARCHIVIO
dell’UFFICIO STAMPA.
BRANCUSI: L’OPERA AL
BIANCO
19 febbraio – 22 maggio 2005
Curata da Paola Mola, studiosa dello scultore, e da
Marielle Tabart conservatrice dell’Atelier Brancusi
del Centre Pompidou di Parigi, la mostra è dedicata
all’opera fotografica di Brancusi, che oltre a
scultore fu fotografo di straordinaria capacità
immaginativa e tecnica. Fotografia e scultura: binomio
inscindibile del pensiero dell’artista, anche
se più spesso l’accento è caduto
sull’opera scultorea di Brancusi ritardando la
scoperta della seduzione che le sue immagini, ottenute
dall’alchimia del processo fotografico, sanno
emanare. La mostra si propone di colmare proprio questa
lacuna e intende raccontare la fotografia come opera
e non semplicemente come documento sulla scultura. Brancusi,
del resto, cercava nella fotografia la somiglianza,
non l’esattezza: una dimensione spazio-temporale
della rappresentazione che condivide con la scultura
l’esserci oltre il momento, ma che per esprimere
la materia, la luce, il reale cerca visioni inusuali,
strumenti e tecniche rari.
La mostra è accompagnata da un catalogo edito
da Skira, Milano, con la Collezione Peggy Guggenheim,
con saggi di Paola Mola, la schedatura delle opere a
cura di Marielle Tabart, una nota tecnica di Francisca
Parrino.
La mostra è organizzata in collaborazione con
il Centre Pompidou, Musée national d’art
moderne, Parigi. I programmi della Collezione Peggy
Guggenheim sono sostenuti dal Comitato Consultivo, Institutional
Patrons e Intrapresæ Collezione Guggenheim.
GIUSEPPE SPAGNULO: E SE CI
FOSSE UN COLPO DI VENTO?
19 marzo – 22 maggio 2005
Fulcro della mostra sono le opere su carta e tre sculture,
in un perfetto incontro tra gesto artistico e energia
dei materiali. Curata da Luca Massimo Barbero, la mostra
è un omaggio al grande maestro della scultura
italiana e presenta un nucleo importante di opere su
carta. Nel Giardino delle Sculture Nasher la Collezione
Peggy Guggenheim ha esposto la scultura di Spagnulo
Colonne e ora la mostra, seguendo un filo rosso che
lega le opere su carta e le sculture, crea una continua
eco tra le sale del museo e il giardino e mette in luce
ciò che accomuna i due diversi medium usati dall’artista.
Questa lettura parte dal presupposto che l’opera
su carta goda di piena autonomia e sia in sé
compiuta. Non si tratta di “studio” ma di
un modo altro per esprimere l’energia della materia:
sia essa ferro, creta o polvere di vulcano. Il gesto,
il movimento, la fisicità dell’artista
sono il denominatore comune delle sue diverse espressioni.
Spagnulo non usa il pennello ma le mani e imprime sulla
carta i segni forti e sensuali dei materiali. Nella
scultura è l’energia che si fa forma occupando
e infondendo senso allo spazio. La concretezza delle
opere su carta e delle sculture esprime la capacità
dello scultore nel declinare il rispetto e la passione
che egli nutre per la materia.
La mostra è organizzata in collaborazione con
Grossetti Arte Contemporanea, Milano, che ha inoltre
curato il catalogo. I programmi della Collezione Peggy
Guggenheim sono sostenuti dal Comitato Consultivo, Institutional
Patrons e Intrapresæ Collezione Guggenheim.
SENZA CONFINI, SOLO BORDI.
DIPINTI SU CARTA DI JACKSON POLLOCK
4 giugno – 18 settembre 2005
A cura di Susan Davidson, curatrice del Museo Guggenheim
di New York, la mostra è una retrospettiva di
51 opere che documenta le fasi più importanti
dell'evoluzione del disegno di Pollock, dalle iniziali
influenze figurative europee alle composizioni astratte
del periodo più tardo. Fu Peggy Guggenheim, all'inizio
negli anni quaranta, a scoprire Pollock e a sostenerne
i primi passi della sua carriera, con quattro mostre
personali presso la sua storica galleria di New York,
Art of This Century. Pollock realizzò circa 700
lavori su carta usando diversi mezzi espressivi tradizionali
(matita, inchiostro, acquerello, guazzo, collage) fino
alle colate di smalto negli anni che precedettero la
sua tragica scomparsa. All'epoca della sua prima personale
alla galleria Art of This Century, nel novembre del
1943, l'artista presentò dipinti e disegni. La
scelta fu forse, in parte, dettata da considerazioni
di ordine pratico: le dimensioni ridotte delle opere
avrebbero potuto attrarre vendite immediate. Tuttavia,
la motivazione principale fu la convinzione di Pollock
che i dipinti su tela e le opere su carta meritassero
la medesima attenzione in quanto espressioni dei suoi
propositi artistici. Da quella prima mostra, almeno
in metà delle sue personali, il pittore incluse
approssimativamente un egual numero di dipinti e opere
su carta.
La mostra è accompagnata da un catalogo pubblicato
da Guggenheim Publications, con saggi di Susan Davidson,
David Anfam e Margaret Holbern Ellis.
La mostra è sponsorizzata da Lehman Brothers
e Neuberger Berman, una contrallata di Lehman Brothers,
con ulteriore supporto offerto da The Pollock-Krasner
Foundation, New York.
AFFINITIES. OPERE DELLA COLLEZIONE
ULLA E HEINER PIETZSCH
4 giugno – 18 settembre 2005
Una selezione di 43 dipinti e opere su carta della rinomata
collezione berlinese di arte moderna di proprietà
Il concetto di affinità, che dà il titolo
alla mostra, interpreta la somiglianza che accomuna
lo spirito e il gusto di Ulla e Heiner Pietzsch alla
stessa Peggy Guggenheim. All’inizio degli anni
sessanta, la loro decisione di collezionare sia le opere
dei surrealisti europei che quelle di giovani artisti
americani della Scuola di New York rispecchia, da un
lato, due aree di particolare forza del museo veneziano
e dall’altro, riafferma l’importanza del
ruolo storico di Peggy Guggenheim nel far incontrare
le avanguardie europee e newyorkesi degli anni quaranta.
La selezione dei dipinti surrealisti è a cura
di Luca Massimo Barbero, curatore associato della Collezione
Peggy Guggenheim, e sarà esposta nelle gallerie
di Palazzo Venier dei Leoni accanto ai dipinti a loro
affini che appartengono alla collezione permanente di
Peggy Guggenheim. Susan Davidson, curatrice del Museo
Solomon R. Guggenheim, ha invece curato la selezione
di opere su carta del primo Espressionismo astratto
americano della Collezione Pietzsch, che testimoniano
non solo l’evoluzione dell’arte americana
degli anni quaranta ma il legame tra questa e il movimento
surrealista proprio nel periodo in cui molti artisti
europei scelsero l’esilio a New York o negli Stati
Uniti a causa del secondo conflitto mondiale.
I programmi della Collezione Peggy Guggenheim sono sostenuti
dal Comitato Consultivo, Institutional Patrons e Intrapresæ
Collezione Guggenheim.
‘IL DIAFRAMMA’
DI LANFRANCO COLOMBO. I MAESTRI DELLA FOTOGRAFIA
12 novembre 2005 – 8 gennaio 2006
La mostra intende rendere omaggio all’attività
della galleria fondata nel 1967 da Lanfranco Colombo,
la prima galleria al mondo completamente ed esclusivamente
dedicata alla fotografia, esponendo le opere di alcuni
dei più significativi fotografi che hanno esposto
negli spazi della galleria grazie all’Archivio
Fotografico della Fondazione 3M Italia, che conserva
trentamila fotografie tra lastre, dagherrotipi, stampe
originali e negativi. Si avrà così l’occasione
di analizzare da vicino una sorta di sintetica storia
della fotografia dagli anni sessanta a oggi, che spazia
dal reportage alla ricerca, dal ritratto alla fotografia
naturalistica, dalla moda alla natura morta. Accanto
agli autori italiani – e si può dire che
dal Diaframma siano passati quasi tutti i più
grandi fotografi nazionali – compaiono infatti
molti esponenti di spicco della fotografia francese,
americana, inglese, giapponese, spagnola, tedesca.
La mostra è organizzata dalla Fondazione 3M,
Milano, che ha inoltre curato il catalogo.
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