PROSSIME MOSTRE

Simbolismo mistico. Il Salon de la Rose+Croix a Parigi 1892–1897
28 ottobre 2017 – 7 gennaio 2018
A cura di Vivien Greene




Jean Delville, The Angel of Splendors (L’Ange des splendeurs), 1894. Olio su tela, 127x 146 cm. Région de Bruxelles-Capitale, en prêt à long terme aux Musées royaux des Beaux-Arts de Belgique. © 2017 Artists Rights Society (ARS), New York / SABAM, Brussels. Photo: © Royal Museums of Fine Arts of Belgium, Brussels. J. Geleyns - Ro scan

Si tratta della prima mostra dedicata all’arte dei Salon de la Rose + Croix organizzati da Joséphin Péladan (1858-1918). Nel 1892 Péladan, eccentrico critico ed autore rosacrociano inaugura a Parigi il Salon de la Rose + Croix, esposizione che, con cadenza annuale, porta in scena il Simbolismo mistico. Péladan si fa promotore di quel filone ermetico e spiritualista del Simbolismo dominante durante gli anni ’90 dell’Ottocento e nei suoi Saloni prevalgono immagini di femme fragile e fatale, creature androgine, chimere e incubi. Tra gli artisti esposti si annoverano pittori e scultori provenienti da Francia, Belgio, Finlandia, Olanda, Spagna e Svizzera, quali Antoine Bourdelle, Jean Delville, Rogelio de Egusquiza, Charles Filiger, Alphonse Osbert, Armand Point, Georges Rouault, Carlos Schwabe, Alexander Séon, Jan Toorop, Valle Vallgren e Félix Vallotton. L’esposizione affronta tematiche quali il ruolo di Orfeo, il tema dell’adulazione dei Primitivi, e il culto della personalità, sottolineando così i differenti, e talvolta opposti concetti, che caratterizzavano il Simbolismo negli anni ’90 del XIX secolo. Simbolismo mistico porta in scena diversi artisti internazionali, alcuni più noti altri meno, facendo nuova luce sul Simbolismo di fine Ottocento.
PAGINA DELLA MOSTRA




Marino Marini. Passioni visive
27 gennaio - 1 maggio 2018
A cura di Barbara Cinelli e Flavio Fergonzi




Marino Marini, L'angelo della città, 1948 (fusione del 1950?), bronzo, 175 x 176 x 106 cm. Collezione Peggy Guggenheim, Venezia


Dopo Palazzo Fabroni a Pistoia (16 settembre 2017 – 7 gennaio 2018), la Collezione Peggy Guggenheim sarà la seconda tappa della mostra Marino Marini. Passioni visive, con un allestimento in parte differente. Accanto all’ampio corpus di opere di Marino Marini (1901-80), sarà esposta anche una selezione di lavori di artisti come Giacomo Manzù, Henry Moore, Pablo Picasso, Auguste Rodin e altri, nonché oggetti d’arte etrusca e sculture italiane del XV secolo. La mostra intende contestualizzare l’opera di Marini in un panorama storico-artistico più ampio e stabilire così un dialogo più ravvicinato e innovativo tra il suo lavoro e la tradizione scultorea cui l’artista fa riferimento. Marino Marini. Passioni visive offrirà una rilettura inedita, e a tratti provocatoria, dei temi affrontati dallo scultore pistoiese che travalica le gabbie della cronologia e dei generi scultorei.





credits: Hangar Design Group