PROSSIME MOSTRE

Dal gesto alla forma. Arte europea e americana del dopoguerra nella Collezione Schulhof
26 gennaio – 18 marzo 2019
A cura di Gražina Subelytė e Karole P. B. Vail




Joan Mitchell, Composizione (Composition), 1962, olio su tela, 146,1 x 114,3 cm. Fondazione Solomon R. Guggenheim, Collezione Hannelore B. e Rudolph B. Schulhof, lascito Hannelore B. Schulhof, 2012 © Estate of Joan Mitchell.

Nel 2012 ottanta opere del dopoguerra si sono aggiunte alle collezioni della Fondazione Solomon R. Guggenheim, un lascito di Hannelore B. Schulhof (1922–2012), che collezionò le opere insieme al marito Rudolph B. Schulhof (1912–1999). La mostra sarà l’occasione per vedere la Collezione Schulhof nel suo complesso, con settantotto opere esposte e allestite sulla base degli sviluppi formali del periodo. Sarà così possibile seguire i passaggi tra i movimenti e gli stili che si sviluppano a partire dalla fine della Seconda guerra mondiale fino agli anni ’80 del Novecento. L’immaginario astratto, inteso come ricerca sul colore, sulla forma e sullo spazio e le loro interrelazioni, caratterizza il dopoguerra e diviene il caposaldo della Collezione. La mostra intende celebrare come la Collezione Schulhof, nell’attraversare gli oceani e le culture, rifletta la polifonia delle molteplici tendenze artistiche del dopoguerra, soffermandosi al contempo sulla storia e sulla visione del collezionismo dei coniugi Schulhof.




La Natura di Arp
13 aprile – 2 settembre 2019
A cura di Catherine Craft
Organizzata dal The Nasher Sculpture Center, Dallas




Jean Arp, Testa e conchiglia (Tête et coquille), 1933 c., ottone lucidato, altezza 19,7 cm. Collezione Peggy Guggenheim, Venezia 76.2553 PG 54

La mostra propone una lettura suggestiva e a lungo attesa della produzione artistica dell’artista franco-tedesco Jean (Hans) Arp (1886–1966), il cui approccio sperimentale alla creazione e il ripensamento radicale delle forme d'arte tradizionali lo resero uno degli artisti più influenti del Novecento. Nel corso di una carriera durata oltre sei decenni, Arp produsse un corpus di lavori di grande impatto in materiali e formati molteplici. Arp fu tra i fondatori del movimento Dada e pioniere dell'astrazione, sviluppò un vocabolario di forme organiche che si muovono fluidamente tra l'astrazione e la rappresentazione, e divenne rapidamente un punto di riferimento per diverse generazioni di artisti. La mostra è organizzata dal Nasher Sculpture Center di Dallas, prima sede espositiva della mostra.




Peggy Guggenheim. L’ultima Dogaressa
21 settembre 2019 – 27 gennaio 2020
A cura di Karole P. B. Vail, con Gražina Subelytė




René Magritte, L’impero della luce (L’Empire des lumières), 1953–54, olio su tela, 195,4 x 131,2 cm. Collezione Peggy Guggenheim, Venezia 76.2553 PG 102

La mostra celebra la vita veneziana di Peggy Guggenheim, rivelando come abbia continuato ad accrescere con importanti opere d’arte la propria collezione dopo la partenza da New York, la chiusura della galleria-museo Art of This Century (1942-47) e il trasferimento a Venezia nel 1948. La mostra presenterà dipinti, sculture e opere su carta selezionate tra quelle acquisite tra la fine degli anni quaranta e il 1979, anno della scomparsa della collezionista. Contestualmente, la mostra porrà in evidenza le mostre e gli eventi  organizzati da Peggy Guggenheim, o ai quali partecipa, rivelatisi poi autentiche pietre miliari. Peggy Guggenheim. L’ultima Dogaressa offrirà l’opportunità senza precedenti di rivedere e ricontestualizzare capolavori famosi, come L’impero della luce (1953-54) di René Magritte, a fianco di opere raramente esposte, create da artisti come René Brô, Gwyther Irwin e Grace Hartigan, oltre che da pittori di origine giapponese come Kenzo Okada e Tomonori Toyofuku, che dimostrano l’interesse della mecenate per l’arte creata oltre le frontiere dell’Europa e degli Stati Uniti.




Migrating Objects
15 febbraio – 15 maggio 2020
A cura di Karole P. B. Vail




Maschera da iniziazione, Zaire, Yaka, legno policromo, rafia tessuta e rafia, altezza 50 cm. Collezione Peggy Guggenheim, Venezia 76.2553 PG 254

Nella sua vita di mecenate e collezionista Peggy Guggenheim, famosa per la sua collezione rivoluzionaria di arte moderna europea e americana, amava spingersi oltre i limiti. Questa mostra intende esaminare un momento cruciale, seppur meno conosciuto, delle sue peregrinazioni: l’interesse mostrato negli anni ’50 e ’60 per le arti dell’Africa, dell’Oceania e delle Americhe. In quegli anni Peggy Guggenheim acquista opere di artisti appartenenti a culture di tutto il mondo, incluse sculture di inizio Novecento provenienti dal Mali, dalla Costa d’Avorio e dalla Nuova Guinea, e opere delle antiche culture del Messico e del Perù. Migrating Objects presenterà gli oggetti raccolti da Peggy Guggenheim e provenienti dall’Africa, dall’Oceania, dall’area andina e mesoamericana affiancati a opere europee della sua collezione.





credits: Hangar Design Group