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Kids Creative Lab V
30 marzo – 17 aprile 2017




Quinta edizione del progetto educativo nato dalla collaborazione tra la Collezione Peggy Guggenheim e OVS, dedicato alle Scuole Primarie d’Italia. Quest’anno Kids Creative Lab si lega all’attuale tema della sostenibilità e delle sue implicazioni legate da un lato all’ecologia e al rispetto dell’ambiente, e dall’altro all’educazione e allo sviluppo delle generazioni future in relazione a queste tematiche. Prestigiosa è la collaborazione con Lucy + Jorge Orta, artisti di fama internazionale che hanno fatto della sostenibilità e della modalità partecipativa i fondamenti della propria produzione artistica.  Lucy + Jorge Orta hanno ideato il laboratorio creativo da condurre in classe incentrato sul tema dell’acqua e dell’equilibrio sempre più vulnerabile dell’ecosistema marino, grazie al Kit d’Artista "SostenART". Saranno gli stessi artisti a curare l’installazione conclusiva realizzata con gli elaborati di tutti i partecipanti ed esposta presso le sale del museo.




Rita Kernn-Larsen. Dipinti surrealisti
25 febbraio – 26 giugno 2017
A cura di Gražina Subelytė

Project Rooms, Collezione Peggy Guggenheim



Rita Kernn-Larsen (1904–1998), rinomata artista surrealista danese, conosce Peggy Guggenheim a Parigi nel 1937 e l’anno successivo espone nella sua galleria londinese Guggenheim Jeune. Questa esposizione, raccolta e mirata, è la prima presentazione del lavoro di Kernn-Larsen al di fuori della Scandinavia, dopo la personale del 1938. In mostra sette dipinti, molti dei quali esposti proprio a Guggenheim Jeune, tra cui Autoritratto (Conosci te stesso) (1937), acquisito dalla Fondazione Solomon R. Guggenheim nel 2013.
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Modigliani e altre acquisizioni
1 luglio – 15 agosto 2017

Project Rooms, Collezione Peggy Guggenheim



Nelle sale delle Project Rooms vengono esposte alcune delle opere d’arte italiana donate alla Fondazione Solomon R. Guggenheim nel corso degli ultimi tre decenni. Al suo arrivo a Venezia, nel 1948, Peggy Guggenheim si interessa subito all’arte italiana. Nel 1951 incontra, tra gli altri artisti, Tancredi Parmeggiani (1927–64), autore dell’opera che apre questa presentazione e suo maggiore protégé nel corso di quel decennio. A Tancredi, infatti, offrirà uno studio nel seminterrato di Palazzo Venier dei Leoni e una mostra, sempre nel palazzo, nel 1954. L’esplorazione della vitalità dello spazio che caratterizza l’opera di Tancredi è alla base del movimento spazialista. Lo spazio pittorico viene indagato anche in altre opere qui esposte: Dadamaino (1930–2004) e Bice Lazzari (1900–81) esplorano i segni e le relazioni che questi stabiliscono con lo spazio e nello spazio. Per Agostino Bonalumi (1935–2013), Enrico Castellani (n. 1930) e Paolo Scheggi (1940–71), invece, la tela non è più un semplice supporto, ma una costruzione nello spazio e diventa un rilievo monocromo o un oggetto.
Una stanza è dedicata al dipinto recentemente restaurato di Amedeo Modigliani (1884–1920), Ragazza con il bavero alla marinara del 1916, che ritrae una giovane malinconica con una camicia blu, in una semplicità di linea, forma e colore tipiche della maturità pittorica dell’artista. L’opera venne esposta nell’unica retrospettiva dedicata a Modigliani, mentre era ancora in vita, presso la galleria Berthe Weill di Parigi nel dicembre 1917. Venduta dal mercante Paul Guillaume ed esposta in poche occasioni al di fuori dell’Italia sino al 1934. L’opera, donata alla Fondazione Solomon R. Guggenheim attraverso un lascito testamentario, ha fatto parte per più di cinquant’anni della collezione di Luisa Toso, a Venezia.




Mark Tobey. Luce filante
6 maggio – 10 settembre 2017
A cura di Debra Bricker Balken




Organizzata dalla Addison Gallery of American Art, Phillips Academy, Andover, Massachusetts, la mostra si configura come la maggiore retrospettiva degli ultimi quarant’anni dedicata al percorso artistico, peculiare e originale, di Tobey. Verranno messi in luce molti degli aspetti più caratteristici del suo intrigante lavoro, che venne recepito in maniera contradittoria e complessa sia negli Stati Uniti che all’estero. Curata dalla studiosa Debra Bricker Balken, l’esposizione presenta un’ottantina di opere, prodotte a partire dalla fine degli anni '20 fino agli ultimi lavori degli anni ’70 e sarà accompagnata da un catalogo pubblicato in italiano e in inglese. L’apertura alla Collezione Peggy Guggenheim coinci-derà con la 57a Biennale d’Arte, l’esposizione sarà poi presentata alla Addison Gallery of American Art.
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PICASSO. Sulla spiaggia
26 agosto 2017 – 7 gennaio 2018
A cura di Luca Massimo Barbero

Project Rooms, Collezione Peggy Guggenheim



Dal 26 agosto 2017 al 7 gennaio 2018, la Collezione Peggy Guggenheim presenta, negli spazi espositivi delle Project Rooms, la mostra-dossier PICASSO. Sulla spiaggia, a cura di Luca Massimo Barbero. Attraverso una selezione unica e raffinatissima di opere, tre dipinti, dieci disegni realizzati da Pablo Picasso tra febbraio e dicembre del 1937 e una scultura, esposte insieme per la prima volta, Barbero cerca di gettare nuova luce sul lavoro dell’artista spagnolo, evidenziando i suoi collegamenti con quel Mediterraneo che ha avuto un ruolo così importante nella sua carriera artistica: dalle radici in Spagna, alla vita in Francia, alle relazioni con artisti e forme d’arte che avevano nel Mediterraneo un punto di riferimento. Nata dalla collaborazione con il Musée Picasso di Parigi, la mostra, raccolta e mirata, si snoda attorno a una delle tele più amate da Peggy Guggenheim, il dipinto picassiano Sulla spiaggia (La Baignade), appartenente oggi al museo veneziano. L’esposizione rientra nell’intenso programma di seminari, pubblicazioni, studi ed esposizioni legato al progetto triennale Picasso-Méditerranée, promosso dal Musée national Picasso-Paris. Più di sessanta istituzioni hanno immaginato una serie di mostre sull’opera "ostinatamente mediterranea" di Pablo Picasso al fine di celebrare la sua arte e questo suo legame con la cultura del Mediterraneo.
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Simbolismo mistico. Il Salon de la Rose+Croix a Parigi 1892–1897
28 ottobre 2017 – 7 gennaio 2018
A cura di Vivien Greene




Jean Delville, The Angel of Splendors (L’Ange des splendeurs), 1894. Olio su tela, 127x 146 cm. Région de Bruxelles-Capitale, en prêt à long terme aux Musées royaux des Beaux-Arts de Belgique. © 2017 Artists Rights Society (ARS), New York / SABAM, Brussels. Photo: © Royal Museums of Fine Arts of Belgium, Brussels. J. Geleyns - Ro scan

Si tratta della prima mostra dedicata all’arte dei Salon de la Rose + Croix organizzati da Joséphin Péladan (1858-1918). Nel 1892 Péladan, eccentrico critico ed autore rosacrociano inaugura a Parigi il Salon de la Rose + Croix, esposizione che, con cadenza annuale, porta in scena il Simbolismo mistico. Péladan si fa promotore di quel filone ermetico e spiritualista del Simbolismo dominante durante gli anni ’90 dell’Ottocento e nei suoi Saloni prevalgono immagini di femme fragile e fatale, creature androgine, chimere e incubi. Tra gli artisti esposti si annoverano pittori e scultori provenienti da Francia, Belgio, Finlandia, Olanda, Spagna e Svizzera, quali Antoine Bourdelle, Jean Delville, Rogelio de Egusquiza, Charles Filiger, Alphonse Osbert, Armand Point, Georges Rouault, Carlos Schwabe, Alexander Séon, Jan Toorop, Valle Vallgren e Félix Vallotton. L’esposizione affronta tematiche quali il ruolo di Orfeo, il tema dell’adulazione dei Primitivi, e il culto della personalità, sottolineando così i differenti, e talvolta opposti concetti, che caratterizzavano il Simbolismo negli anni ’90 del XIX secolo. Simbolismo mistico porta in scena diversi artisti internazionali, alcuni più noti altri meno, facendo nuova luce sul Simbolismo di fine Ottocento.
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