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Postwar Era: Una storia recente
Omaggi a Jack Tworkov e Claire Falkenstein

23 gennaio - 4 aprile 2016
A cura di Luca Massimo Barbero




Jack Tworkov, Ritratto di Z. Sharkey (Portrait of Z. Sharkey), 1948, olio su tela con grafite, 81,3 x 61 cm. Fondazione Solomon R. Guggenheim, Venezia. Donazione, Estate of Jack Tworkov, courtesy American Contemporary Art Gallery, Monaco, 2013


La mostra offre al pubblico una nuova lettura dell’arte americana ed europea attraverso un confronto tra due momenti artistici, dal secondo dopoguerra fino al 1979. Le opere, provenienti dalla collezione di Peggy Guggenheim e acquisite dalla Collezione dopo la sua scomparsa, alcune delle quali raramente esposte, saranno e accostate tra loro in base a tema, stile, affinità e a una cronologia meno rigida del consueto. L’esposizione mette in scena quella sensibilità che va al di là dei movimenti e delle tendenze artistiche, quello stesso raffinato sentire che Peggy seppe cogliere così bene con la sua attività di collezionista lungimirante e all’avanguardia. Il percorso offre inoltre l’opportunità di approfondire l’opera di due artisti della Collezione: Jack Tworkov (1900–1982) e Claire Falkenstein (1908–1997), quest’ultima conosciuta per la creazione del cancello della Collezione Peggy Guggenheim a Palazzo Venier dei Leoni, commissionato nel 1960 da Peggy stessa
e oggetto di manutenzione proprio in occasione di questa mostra.
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Da Kandinsky a Pollock. La grande arte dei Guggenheim
19 marzo - 24 luglio 2016
A cura di Luca Massimo Barbero

Palazzo Strozzi, Firenze



Una grande mostra che porta a Firenze oltre 100 capolavori dell’arte europea e americana tra gli anni ‘20 e gli anni ‘60 del Novecento, in un percorso che ricostruisce rapporti e relazioni tra le due sponde dell’Oceano, nel segno delle figure dei collezionisti americani Peggy e Solomon Guggenheim. La mostra nasce dalla collaborazione tra la Fondazione Palazzo Strozzi e la Fondazione Solomon R. Guggenheim di New York e permette un eccezionale confronto tra opere fondamentali di maestri europei dell’arte moderna come Marcel Duchamp, Max Ernst, Paul Klee e dei cosiddetti informali europei come Alberto Burri, Emilio Vedova, Jean Dubuffet, Lucio Fontana, insieme a grandi dipinti e sculture di alcune delle maggiori personalità dell’arte americana degli anni ‘50 e ‘60 come Jackson Pollock, Mark Rothko, Willem de Kooning, Alexander Calder, Roy Lichtenstein, Cy Twombly.




Imagine. Nuove immagini nell’arte italiana 1960-1969
23 aprile – 19 settembre 2016
A cura di Luca Massimo Barbero




Collegandosi idealmente alla mostra dedicata nel 2014 dalla Collezione Peggy Guggenheim ad Azimut/H, che indagava il monocromo e l'azzeramento del segno nel clima avanguardista della Milano della fine anni '50 inizi anni '60, Imagine. Nuove immagini nell’arte italiana 1960-1969 vuole tracciare la prima ideale mappatura delle ricerche artistiche che caratterizzano gli anni '60 e che utilizzano una nuova idea di figurazione e immagine. In mostra artisti come Franco Angeli, Mario Ceroli, Domenico Gnoli, Giosetta Fioroni, Tano Festa, Fabio Mauri, Francesco lo Savio, Michelangelo Pistoletto, Mario Schifano, Giulio Paolini, Jannis Kounellis, Pino Pascali, creatori di un percorso originale che caratterizza l'arte italiana di quel periodo, di cui la mostra offre spunti, approfondimenti, curiosità. L'esposizione vuole oltresì rivelare il legame tra tradizione e contemporaneità in una generazione di artisti fondamentali per la partecipazione dell'Italia al panorama avanguardista internazionale dell'epoca. Imagine. Nuove immagini nell’arte italiana 1960-1969 sarà accompagnata da un’esaustiva pubblicazione che contestualizzerà tali ricerche, mostrandone l’autonomia di maturazione ed evoluzione rispetto all’immaginario Pop statunitense.
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Peggy Guggenheim in Photographs
10 giugno - 27 novembre 2016
A cura di Živa Kraus

Ikona Gallery, Venezia



In occasione del cinquecentenario della nascita del Ghetto di Venezia, la Collezione Peggy Guggenheim e Ikona Venezia – Scuola Internazionale di Fotografia, presentano la mostra fotografica Peggy Guggenheim in Photographs, allestita presso Ikona Gallery, storica galleria di Živa Kraus, nel Campo del Ghetto Nuovo di Venezia. Con un’attenta selezione di una ventina di scatti, alcuni provenienti dagli archivi storici del museo veneziano, realizzati da grandi interpreti del Novecento, l’esposizione intende ‘raccontare’ chi era Peggy Guggenheim. Raramente la collezionista americana è stata soggetto di dipinti, sono invece numerose le immagini fotografiche che la ritraggono: figura cardine nella storia dell’arte del XX secolo, tra coloro che immortalarono Peggy durante l’arco della sua vita, e oggi in mostra all’Ikona Gallery, Berenice Abbott, Man Ray, Roloff Beny.
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La mia arma contro l’atomica č un filo d’erba
Tancredi. Una retrospettiva

12 novembre 2016 – 13 marzo 2017
A cura di Luca Massimo Barbero




La mostra sancisce il grande ritorno a Venezia di Tancredi Parmeggiani, tra gli interpreti più originali e intensi della scena artistica italiana della seconda metà del '900, e unico artista dopo Pollock con il quale Peggy Guggenheim stringe un contratto, promuovendone l’opera e dedicandogli alcune mostre, tra cui una memorabile personale proprio a Palazzo Venier dei Leoni nel 1954. Dopo oltre sessant’anni Tancredi ritorna protagonista indiscusso alla Collezione Peggy Guggenheim con una straordinaria selezione di opere, che ricostruiscono in modo intimo e capillare, tra produzione creativa ed emotività prorompente, la parabola breve, ma folgorante, di questo grande interprete dell’arte del secondo dopoguerra. Dall’esordio accademico al primo colorismo lirico, dalla sperimentazione propria dello spazialismo informale alla stagione dell’astrattismo segnico-gestuale, fino ad arrivare all’estetica visionaria propria degli anni '60, caratterizzata da figurazioni inquiete e tormentate. In mostra uno ricco nucleo di lavori provenienti dallo stesso museo veneziano e dalla donazione Giorgio Bellavitis, avvenuta nel 2000. Non mancheranno alcune opere che la mecenate stessa ha donato nel corso della sua vita ad alcuni dei maggiori musei americani, tra cui il Museum of Modern Art di New York.
In occasione della mostra, RegalaunAlbero compenserà le emissioni di CO2 generate per l'organizzazione dell’esposizione, fino a 150t, tramite la creazione e la tutela per 50 anni di foreste in crescita sul territorio italiano. L'azione di RegalaunAlbero si configura nella definizione di "carbon sink" così come specificato nel protocollo di Kyoto.
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