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Giardino magico (Zaubergarten), marzo 1926
Olio su rete metallica riempita di gesso,
52,9 x 44,9 cm compresa la cornice dell'artista
Collezione Peggy Guggenheim, Venezia 76.2553 PG 90
© Paul Klee, by SIAE 2008 |
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Nel 1926 Paul Klee riprende l’insegnamento al Bauhaus nella nuova sede di Dessau. Durante il periodo del Bauhaus egli articola il suo insegnamento su un complesso programma teorico che è esemplificato e chiarito dalla sua opera pittorica e grafica. La teoria, a sua volta, fornisce elementi per capire la sua arte. Sulla base di scrupolose analisi e di osservazioni puntualmente riportate nei suoi appunti, a sua opera teorica e artistica rivela le analogie tra le proprietà delle diverse forme: naturali, create dall’uomo, geometriche.
Lo studio delle piante e dei loro processi di crescita si ritrova tanto negli appunti di Klee quanto in dipinti e disegni. L’artista si interessa anche di architettura e in altre opere del 1926 crea immagini che combinano edifici e vegetazione. La superficie che Klee crea con il materiale di quest'opera evoca l’immagine di una sostanza primordiale consumata e lavorata dalla sua stessa storia. Un’eruzione cosmica sembra aver proiettato in superficie forme in relazione morfologica, ma appartenenti a generi diversi. Sebbene le leggi di gravità siano assenti, ciascuna di queste forme occupa nel nuovo universo un proprio spazio definito ed è fissa e mobile al tempo stesso, come le orbite dei pianeti o i nuclei delle cellule.
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