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Vasily Kandinsky

/Opere e biografia

  zoom

Croce bianca (Weisses Kreuz), gennaio–giugno 1922
Olio su tela, 100,5 x 110,6 cm
Collezione Peggy Guggenheim, Venezia 76.2553 PG 34
© Vasily Kandinsky, by SIAE 2008


Vasily Kandinsky definisce i primi anni ’20 come su “periodo freddo”. In questi anni diviene prevalente nel suo lavoro la presenza di forme geometriche. Il titolo di quest'opera isola un dettaglio della composizione, la croce bianca in alto a destra, derivata dal motivo ricorrente in questo periodo del segno della scacchiera: qui, lo spazio che ne risulta in negativo diviene forma positiva. Una volta individuata questa croce, si comincia a percepire su tutta la superficie una proliferazione di altre croci, più o meno evidenti. Sebbene Kandinsky, come Kazimir Malevich, usi questo segno come elemento astratto, la croce ha una carica emotiva e simbolica. Kandinsky usa in modo inaspettato la tendenza da parte di chi osserva a leggere le immagini in modo concreto: egli inserisce nel dipinto due segni che rassomigliano al numero tre rovesciato e sovrapposto a frecce direzionali; la variazione di orientamento delle forme che ne risulta suggerisce una rotazione della tela. Il senso antigravitazionale delle forme fluttuanti e la collocazione degli elementi su un piano in un fondo indefinito rivelano affinità con i lavori suprematisti di Malevich.

credits: Hangar Design Group