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Max Ernst

/Opere e biografia

  zoom

La vestizione della sposa (La Toilette de la mariée), 1940
Olio su tela, 129,6 x 96,3 cm
Collezione Peggy Guggenheim, Venezia 76.2553 PG 78
© Max Ernst, by SIAE 2008


La vestizione della sposa è un esempio del Surrealismo veristico o illusionistico di Max Ernst, in cui una tecnica tradizionale è applicata a un soggetto incongruo o sconvolgente. Lo sfarzo e l’eleganza dell’immagine sono in contrasti con aspetti di carattere primitivo (i colori sgargianti, le forme animalesche e mostruose) e con l’attenuato simbolismo fallico della lancia sospesa a mezz’aria. Allo stesso modo la scena centrale è in contrapposizione anche con il “quadro nel quadro” in alto a sinistra. La sposa vi appare nella stessa posa mentre avanza in un paesaggio con rovine classiche. Qui Ernst usa la tecnica della decalcomania, scoperta da Oscar Domínguez nel 1935, nella quale il colore diluito viene pressato sulla superficie distribuendosi irregolarmente come su una lastra di vetro. L’artista per lungo tempo si identificò con un uccello e nel 1929 inventò un alter ego, Loplop l’Essere Superiore degli Uccelli. Si potrebbe quindi interpretare l’uomo-uccello sulla sinistra come la raffigurazione dell’artista stesso; la sposa potrebbe essere in un certo senso la giovane pittrice surrealista inglese Leonora Carrington.

credits: Hangar Design Group