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Max Ernst

/Opere e biografia

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Giardino acchiappa aeroplani (Jardin gobe avions), 1935–36
Olio su tela, 54 x 64,7 cm
Collezione Peggy Guggenheim, Venezia 76.2553 PG 76
© Max Ernst, by SIAE 2008


Max Ernst dipinge una serie di quadri su questo tema nel 1935–36, descrivendoli, in un passaggio delle note autobiografiche Au delà de la peinture, come “giardini voraci divorati a loro volta dalla vegetazione che spunta dai rottami degli aeroplani presi in trappola…”. Si tratta forse in questi spazzi e queste piste d’atterraggio di una traslazione di quegli ammassi di ghiaccio artico che frantumarono e trattennero la disgraziata nave dipinta dal romantico tedesco Caspar David Friedrich nel suo famoso quadro Il naufragio della “Speranza” (1823–24, Hamburger Kunsthalle, Amburgo). All’immobile deserto ghiacciato dello stretto di Bering in cui la nave fu presa in trappola, Ernst contrappone la vegetazione rococò sparsa su terrazze recinte simili a quelle di Giorgio de Chirico. Come avviene anche in altre tele della metà degli anni '30 Ernst caratterizza in maniera inequivocabile la natura del paesaggio come ostile e predatoria, nonostante l'inevitabile e onnipresente paradosso qui suggerito dai fiori.

credits: Hangar Design Group