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Max Ernst

/Opere e biografia

  zoom

Piccola macchina costruita da minimax dadamax in persona
(Von minimax dadamax selbst konstruiertes maschinchen), 1919–20
Stampa a mano (?), matita e frottage a inchiostro,
acquerello e guazzo su carta, 49,4 x 31,5 cm
Collezione Peggy Guggenheim, Venezia 76.2553 PG 70
© Max Ernst, by SIAE 2008


L'opera è realizzata a Colonia durante il primo anno del movimento dada in quella città. Appartiene a una serie di circa cinquanta opere, databili tra il 1919 e il 1920 e basate su schemi di strumenti scientifici, nelle quali Max Ernst usa lastre tipografiche per produrre determinate immagini. I caratteri impressi, una volta alterati dai tradizionali effetti di colore e modellato, si collocano a metà strada tra l’objet trouvé e l’opera d’arte, come i suoi collage. Per soggetto e stile la serie può essere paragonata ai disegni e dipinti meccanomorfici di Francis Picabia, con cui Ernst condivide l’interesse per la tipografia, le immagini a stampa e la lingua: molti elementi di quest’opera si possono leggere come lettere e servono anche per descrivere una struttura meccanica che può essere intesa quale simbolo di attività sessuale. La macchina di Ernst è un esito fantastico delle pressioni psicologiche dell’atto sessuale, come risulta dalla didascalia eroicomica in calce al foglio.

credits: Hangar Design Group