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Umberto Boccioni

/Opere e biografia

  zoom

Materia, 1912, con riprese 1913
Olio su tela, 226 x 150 cm
Collezione Gianni Mattioli
Deposito a lungo termine presso la Collezione Peggy Guggenheim, Venezia


Il dipinto costituisce il progetto più ambizioso mai portato a termine da Umberto Boccioni e come uno spartiacque ne divide la prima fase futurista da quella più tarda della maturità. Boccioni fu particolarmente sensibile alla filosofia di Henri Bergson e il titolo di quest’opera richiama quello del testo fondamentale scritto da Bergson nel 1896, Matière et mémoire.
Il soggetto è costituito da un ritratto a figura intera della madre dell'artista (''mater''), seduta nella sua casa in Via Adige 23 a Milano, con alle spalle un balcone che si affaccia sulla sottostante Piazza Trento. Boccioni ha fuso la visione frontale della madre con le impressioni visive dell’esterno, riflesse nei vetri della finestra nel momento in cui si pone a dipingere con il cavalletto esattamente nel punto in cui si trovava la madre quando egli la ritraeva. Le figure del cavallo e dell’uomo, che rappresentano episodi situati nella piazza sottostante la casa, presentano una resa pittorica diversa dal resto del dipinto. Per l’uomo Boccioni si ispira a Marcel Duchamp (Nu descendant un escalier n. 2; 1912, Philadelphia Museum of Art); al posto dei piani architettonici intersecantisi tipici del Cubismo, piani trasparenti con linee radiali e arcuate suggeriscono il movimento e anticipano il linguaggio che Boccioni utilizza nei suoi studi sul movimento, nella seconda metà del 1913, come in Dinamismo di un ciclista.

credits: Hangar Design Group