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Umberto Boccioni

/Opere e biografia

  zoom

Studio per La città che sale, 1910
Olio su cartoncino, 33 x 47 cm
Collezione Gianni Mattioli
Deposito a lungo termine presso la Collezione Peggy Guggenheim, Venezia


Si tratta dell’ultimo studio preparatorio, l’unico eseguito a olio, per il capolavoro di Umberto Boccioni dallo stesso titolo completato nel 1911 (The Museum of Modern Art, New York). La scena rappresenta un cantiere alla periferia di Milano durante la costruzione di vasche per l’acqua di raffreddamento della centrale termoelettrica di Piazza Trento, vicino alla casa di Boccioni in Via Adige 23. Gli operai trainano dei carichi con cavalli da tiro dalle briglie enormi, simili a unicorni e avvinti dalle corde che issano sui verricelli i materiali da costruzione.
L'opera rappresenta il tentativo di dare espressione concreta ai manifesti futuristi firmati all'inizio dell'anno. La componente futurista è riconoscibile essenzialmente nella scelta del soggetto, la moderna città industriale borghese, con ciminiere e case popolari di periferia, ma è evidente anche nella tendenza della luce a dissolvere la forma, creando una fusione tra figure e ambiente che corrisponde alle prime elaborazioni di Boccioni delle idee di Henri Bergson e dei poeti unanimisti di Parigi.

credits: Hangar Design Group