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Jean Arp

/Opere e biografia

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Testa e conchiglia (Téte et coquille), 1933 c.
Ottone lucidato, altezza 19,7 cm
Collezione Peggy Guggenheim, Venezia 76.2553 PG 54
© Jean Arp, by SIAE 2008


Il passaggio di Jean Arp dai suoi rilievi dipinti in legno alla scultura senza supporto avviene verso il 1930. In questo periodo l’artista esegue alcuni rilievi senza supporto appoggiati sia su basi scolpite sia direttamente a terra. Elementi biomorfici simili a quelli dei rilievi si separano gradatamente in forme autonome e assumono posizioni in un insieme totalmente tridimensionale. Nel 1931 quando Arp inizia a scolpire il legno e a modellare il gesso a tutto tondo, crea corpi figurativi. Poi intraprende una seria di forme astratte intitolate Concrezioni, solitamente scolpite nel gesso e successivamente fuse in bronzo, che richiamano alla mente processi di germinazione, cristallizzazione e metamorfosi, più che motivi specifici tratti dalla natura.
Testa e Conchiglia presenta lo stesso carattere tondeggiante e rigonfio delle Concrezioni; la sua base curva e attorcigliata esprime l’energia spontanea della gemmazione. Tuttavia non si tratta di una forma continua, bensì di due elementi separabili. Sia concettualmente che fisicamente quest’opera è un’unità composta di parti distinte. La piccola dimensione dell’oggetto e la sua natura partita fanno pensare che Arp abbia l’intenzione di manipolare la versione originale in gesso. Durante gli anni ’30 l’artista crea alcune opere di piccole dimensioni costituite da vari elementi che l’osservatore poteva raccogliere, separare e comporre nuovamente in nuove strutture.

credits: Hangar Design Group