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Joan Miró

/Opere e biografia

  zoom

Pittura (Peinture), 1925
Olio su tela, 114,5 x 145,7 cm
Collezione Peggy Guggenheim, Venezia 76.2553 PG 91
© Successió Miró, by SIAE 2008


Tra la metà e la fine degli anni ’20 Joan Miró sviluppa un sistema personale di immagini in cui i motivi e i loro nessi significati simbolici che variano a seconda del contesto. Esaminando i raggruppanti di questi motivi l’osservatore è stimolato a dedurre il significato più adatto a un predeterminato dipinto. In Pittura sono stati identificati due “personaggi” (così Miró chiama le sue figure astratte) e una fiamma. Il personaggio a destra può essere forse una figura femminile per i tratti curvilinee della forma a otto e per analogia con simili forme di altri quadri, che l’artista a indicato come donne. Il punto nero dal quale si irradiano delle linee potrebbe essere inteso come l’occhio del personaggio che riceve i raggi della luce, o una espressione verbale o corporea. L’immagine circolare rosso-arancione non solo racchiude un significato cosmico, ma funge anche da testa del secondo personaggio, probabilmente un uomo. La fiamma, che Miró usa ripetutamente in questo periodo, potrebbe significare in questo contesto l’eccitazione sessuale. La tendenza a scomparire del soggetto leggibile e l’ambiguità del suo significato trasferiscono l’enfasi ai valori puramente astratti dell’opera.

credits: Hangar Design Group