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Giacomo Balla

/Opere e biografia

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Linee andamentali + successioni dinamiche, 1913
Tempera su carta foderata, 49 x 68 cm
Collezione Gianni Mattioli
Deposito a lungo termine presso la Collezione Peggy Guggenheim, Venezia
© Giacomo Balla, by SIAE 2008


Le “linee andamentali” del titolo vogliono indicare i percorsi tracciati dalle rondini in volo (le quattro linee bianche nel dipinto), mentre le “successioni dinamiche” si riferiscono al rapido sbattere d’ali degli uccelli. Partendo da questo studio Giacomo Balla elaborò uno dei suoi dipinti più importanti: Rondoni: linee andamentali + successioni dinamiche (1913; The Museum of Modern Art, New York). In questo come nei successivi casi di studi sul rapido passaggio delle automobili, Balla basa le proprie raffigurazioni sulla ripetizione di movimenti in sequenze in via di sviluppo, influenzato dalla cronofotografia di Etienne-Jules Marey.
Questo studio rappresenta il passaggio da una ripetizione piuttosto lineare della forma, espressa in un discontinuo stile divisionista, a un linguaggio di linee, piani sfumati e trasparenti capace di trasmettere una sensazione generale di movimento. È probabile che Balla sapesse che analoghi dipinti sperimentali erano stati portati a termine a Parigi l'anno precedente da František Kupka e Marcel Duchamp. Un elemento interessante, caratteristico degli interessi futuristi, è la sensazione che i rondoni si trovino in primo piano; in tal modo la relazione spaziale tra interno ed esterno viene invertita, o per lo meno confusa. Il rifiuto della prospettiva pittorica tradizionale collega Balla in particolare all’amico Umberto Boccioni e alla sua assimilazione del Cubismo francese.

credits: Hangar Design Group