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Bice Lazzari

Il quadrato rosso

1929

Esperienze

1958

Senza titolo

1961

Misure e segni. Curvature

1967

Beatrice Lazzari nasce il 15 Novembre 1900 a Venezia, dove compie gli studi, prima al conservatorio Benedetto Marcello e poi all’Accademia di Belle Arti, seguendo il corso di decorazione. Si rivela presto pittrice di paesaggi e il suo lavoro è assimilabile a quello dei pittori della scuola di Burano, artisti che negli anni ‘20, continuando la tradizione del vedutismo veneziano, fanno dell’isola uno dei loro soggetti prediletti. Nel 1924 esordisce con una natura morta alla mostra dell’Opera Bevilacqua La Masa, e nel 1929 tiene la sua prima personale alla Galleria San Moisè.

Nell’ambiente artistico veneziano degli anni ’30, animato dal Circolo Artistico di Palazzo dei Piombi e il Caffè sulla riva delle Zattere, frequenta Carlo Scarpa e Mario de Luigi, ed inizia un percorso d’avanguardia e ricerca razionalista. Se come pittrice cerca la sua affermazione nel paesaggio dal vero, nelle arti applicate l’artista compie un taglio netto con la tradizione figurativa, scegliendo il disegno astratto e le composizioni geometriche come linguaggio espressivo. Nel 1935 si trasferisce a Roma dove in occasione delle grandi mostre del regime espone pitture murali e pannelli decorativi. Gli anni ’50 vedono i primi importanti riconoscimenti: a Roma tiene una personale alla Galleria La Cassapanca nel 1951, alla Galleria Schneider nel 1954 e alla Galleria La Salita nel 1958, anno in cui espone anche alla Galleria del Cavallino, a Venezia.

Dalla fine degli anni ’50 al 1963 si accosta all’informale e abbandona nel frattempo i colori ad olio per approfondire l’applicazione di altri materiali come colle, sabbie, tempere e più tardi acrilici. Nel 1964 l’artista riparte da zero, rinunciando alla materia e al colore per esprimersi con i mezzi più semplici: spesso linee tracciate con la grafite su fondo monocromo. La serie di acrilici della fine degli anni ’60 e ’70 testimoniano l’ultima fase di un percorso di straordinario lirismo e modernità, che fanno di Bice Lazzari una delle più grandi interpreti dell’arte italiana del dopoguerra. L’artista muore a Roma il 13 Novembre 1981.

 

credits: Hangar Design Group