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Rosemarie Heber Koczÿ

Alberi

1972

Rosemarie Heber Koczÿ nasce nel 1939 nei pressi di Recklinghausen, in Germania. Vittima delle persecuzioni naziste, nel 1942 viene deportata assieme alla famiglia prima nel campo di concentramento di Traunstein, vicino a Dachau, e poi ad Ottenhausen, nei pressi di Saarbruken, dove rimane fino al 1945. Al termine della guerra trascorre un periodo dai nonni e in seguito viene mandata in orfanotrofio, dove è costretta a lavorare per quindici ore al giorno. All’inizio degli anni ’50, in seguito alla morte della madre, dalla quale era stata separata, Rosemarie si ammala seriamente; rifiuta il cibo e per un periodo di tre anni, in uno stato di virtuale autismo, smette praticamente di parlare. Preoccupate per la sua salute le suore, che fino ad allora avevano osteggiato l’inclinazione alla pittura della giovane, acconsentono a farle seguire dei corsi di acquerello.

Lasciato l’orfanotrofio all’età di vent’anni, torna a vivere con il nonno, che la spinge a trasferirsi a Ginevra, aiutandola economicamente e trovandole un lavoro come domestica. Nel tempo libero si concentra sull’arte, esercitandosi nel disegno, facendo ritratti e copiando i quadri di El Greco dai libri presi in prestito dalla biblioteca. All’età di ventidue anni si iscrive alla Ecole des Arts Décoratifs dove impara diverse tecniche artistiche, tra le quali la tessitura degli arazzi, grazie ai quali diventa nota in seguito. Il desiderio di comunicare la tragica esperienza vissuta nei campi di concentramento trova però per l’artista una più efficace espressione nei disegni ad inchiostro, che comincia a realizzare, in parallelo agli arazzi, a partire dal 1975, diversi dei quali vengono poi acquistati da Michel Thevoz per la Collection de l’Art Brut di Losanna, in Svizzera.

Nel 1984 l’artista si stabilisce negli Stati Uniti, vicino a New York, e l’anno seguente le sue opere sono scelte da Jean Dubuffet per la mostra inaugurale del Neuve Invention, una sezione della Collection de l’Art Brut di Losanna. Il riconoscimento e l’inclusione della sua opera nei canoni della cosiddetta outsider art, non ne diminuiscono lo scopo principale che, nelle intenzioni dell’artista, è quello di rendere giustizia alle vittime della Shoah preservandone la memoria, al di là di ogni estetismo. Trasferitasi negli Stati uniti, insegna presso il suo studio a Croton-on-Hudson, New York, e ottiene la cittadinanza statunitense nel 1989. L’artista, alla quale il Museum De Stadshof di Zwolle, in Olanda, dedica una personale nel 1997, muore il 12 Dicembre 2007.

 

credits: Hangar Design Group