Enrico Castellani

Superficie bianca

1977

OPERA ESPOSTA

Enrico Castellani nasce a Castelmassa, Rovigo, nel 1930. Nel 1952 Enrico Castellani si trasferisce a Bruxelles, dove frequenta i corsi di Pittura e Scultura all’Académie des Beaux Arts e, nel 1956, si laurea in Architettura all’École Nationale Supérieure de la Cambre. Rientra a Milano e inizia a lavorare presso lo studio dell’architetto Buzzi, con il quale collaborerà sino al 1963. Nel 1959 realizza la sua prima superficie a rilievo. Con Piero Manzoni, che aveva stabilito rapporti con artisti in tutta Europa, prende parte alle esperienze del gruppo Zero e, per mostrare il proprio lavoro e far conoscere quello di altri artisti mossi da analoghe tensioni, fonda la rivista “Azimuth” e l’omonima galleria dove, nel 1960, tiene la sua prima esposizione personale. In quello stesso anno è presente con tre superfici a rilievo alla mostra “Monochrome Malerei” allo Städtisches Museum di Leverkusen e, con Manzoni, espone alla Galleria la Tartaruga a Roma; nel 1962, sempre con Manzoni, espone alla Galerie Aujourd’hui a Bruxelles e partecipa alla rassegna “Nul”, allo Stedelijk Museum di Amsterdam. Nel 1963, a Milano, espone con una personale nella Galleria dell’Ariete, nel 1964 propone tre tele alla XXXII Biennale di Venezia e partecipa al Guggenheim International Award a New York. Nel 1965 una sua grande Superficie bianca è presente al Museum of Modern Art di New York nella ricognizione internazionale “The Responsive Eye” e sue opere sono proposte a rappresentare l’Italia alla VIII Bienal do Museu de Arte Moderna a São Paulo e a “Trigon 65”, Burggarten/Palmenhaus, a Graz. Nel 1966 ha una sala personale alla XXXIII Biennale di Venezia per la quale riceve il Premio Gollin, soggiorna per un periodo negli Stati Uniti e realizza le opere che esporrà nella sua prima personale a New York alla Betty Parsons Gallery. Nel 1967 viene invitato a costruire un’opera ambientale per la rassegna “Lo spazio dell’immagine” in Palazzo Trinci a Foligno, in parte distrutta dopo la mostra ne realizzerà una seconda versione nel 1970 nell’ambito di “Vitalità del negativo nell’arte italiana 1960/70” al Palazzo delle Esposizioni a Roma. Dopo un momento di “esilio” in Svizzera, nel 1973 rientra in Italia e si trasferisce a Celleno, un piccolo borgo nella provincia di Viterbo dove ancora oggi vive e lavora. Da allora Castellani continua a giocare la sua partita. Di giorno in giorno dà vita a sempre nuove superfici a rilievo dove hanno luogo “infiniti incontri, disperate attese, tautologiche commisurazioni, sofferenze esistenziali e utopistiche verifiche”, convinto della validità e dell’attualità della sua invenzione. In questi ultimi anni l’importanza della sua opera è riconosciuta e consacrata a livello internazionale. Le occasioni in cui mostra il suo lavoro sono rare quanto preziose, vanno pertanto ricordate le personali e le antologiche da Lia Rumma a Milano nel 1999 (con la quale inaugura lo spazio milanese della galleria), alla Fondazione Prada a Milano nel 2001, a Kettle’s Yard nell’Università di Cambridge e da Greta Meert a Bruxelles nel 2002, alla Galerie Di Meo a Parigi nel 2004, al Museo Pushkin delle Belle Arti a Mosca nel 2005; sempre da Lia Rumma a Napoli nel 2006 e da Haunch of Venison a New York nel 2009 e nel 2012. Il 13 ottobre 2010 Castellani riceve dal Principe Hitachi, Patrono Onorario della Japan Art Association, il Praemium Imperiale per la pittura, il più alto riconoscimento artistico a livello internazionale. L'artista muore a Viterbo l'1 dicembre 2017.

 

credits: Hangar Design Group