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Pericle Fazzini

Grande donna seduta (Sibilla)

1947 (fusione 1956)

Pericle Fazzini nasce nel 1913 a Grottammare (Ascoli Piceno). Le sue prime sculture nascono nello studio del padre, intagliatore. Nel 1929, su suggerimento dall'amico di famiglia, il poeta Mario Rivosecchi, viene mandato a Roma a frequentare i corsi di disegno dell'Accademia di Belle Arti. Nel 1931 vince il concorso per il monumento funebre del Cardinale Dusmet a Catania. L'anno seguente ottiene il sostegno del Pensionato Artistico Nazionale, grazie al quale può mantenere per i tre anni seguenti uno studio a Roma. Dal 1937 al 1952 insegna al Museo Artistico Industriale di Roma. In questi anni lavora con materiali diversi, dall'argilla al bronzo, vince il Premio dell’Accademia d’Italia (1942), tiene la sua prima personale alla Galleria La Margherita, a Roma, nel 1943), e una retrospettiva a Palazzo Barberini nel 1951. Negli anni cinquanta continua a insegnare passando all'Accademia di Belle Arti di Firenze, quindi all'Accademia di Brera di Milano.
Le sue primissime opere sono soprattutto sculture a rilievo intagliate nel legno, composizioni di ispirazione barocca che sottolineano il movimento e la plasticità. Se lo stile diventa man mano più sobrio, Fazzini non abbandona l'interesse per la plasticità e il "non finito" a enfatizzare le qualità espressive dell'opera. A cavallo tra gli anni trenta e quaranta si dedica in particolar modo ai ritratti, che infonde di umanità. Giuseppe Ungaretti, di cui realizza il ritratto nel 1936, lo definisce lo "scultore del vento". Tra il 1946 e il 1955 ritorna a una sensibilità di stampo barocco, con opere dinamiche in cui riunisce figure tratte dalla vita reale con figure di fantasia. Rimane, tuttavia, noto per le opere monumentali più tarde, come il Monumento alla Resistenza, 1956, ad Ancona, e La Resurrezione, 1972–77, commissionata dal Vaticano. Fazzini muore a Roma nel 1987.

 

credits: Hangar Design Group