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Adolfo Wildt

Pianto sulla porta chiusa

1915

La fede nell'infanzia

1916

L'anima e la sua veste

1922 c.

La Vergine

1924

Adolfo Wildt nasce a Milano il 1 marzo 1868. Entra a undici anni nella bottega dello scultore Giuseppe Grandi e a diciotto è già conosciuto per per la sua abilità nella finitura del marmo. Frequenta la Scuola superiore d’arte applicata di Brera e l'Accademia di Brera (1885–86), e a partire dal 1888 lavora nella bottega di Federico Villa con i maggiori artisti del tempo.
Nel 1891 sposa Dina Borghi. Nel 1894 firma un contratto di 18 anni con il collezionista prussiano Franz Rose grazie al quale si assicura uno stipendio annuale. Negli anni a seguire espone in numerose occasioni in Italia e all'estero, soprattutto in Germania. Se agli inizi rimane nell'ambito romantico, ben presto si avvicina ai linguaggi della Secessione e dello stile liberty, ammirando le opere di Adolf von Hildebrandt e Auguste Rodin. Tra il 1906 e il 1909 attraversa un momento di crisi personale, che si evidenzia nelle sue opere più espressioniste. Nel 1912 la morte di Rose lo obbliga a misurarsi con il mercato dell'arte, nel 1914 riceve il Premio Principe Umberto. Nel corso della Prima guerra mondiale concentra le sue attività in Italia e le poche vendite lo costringono a ritornare al lavoro originario di finitore e a lavorare anche come illustratore.
La sua prima personale è del 1919, alla Galleria Pesaro di Milano. Il successo gli garantisce l'appoggio di Vittorio Pica e Margherita Sarfatti. Nel triennio 1919–22 espone a Torino, Venezia, Napoli, Milano, Roma, Firenze. La sua opera viene paragonata a quella di Gaetano Previati e messa in contrapposizione a quella di Medardo Rosso. Nel 1921 partecipa alla Biennale di Venezia vincendo il premio Città di Venezia. Nel 1922 apre la Scuola del marmo, che offre corsi serali e che nel 1927 sarà incorporata nell'Accademia di Brera. Nel 1924 espone a New York e Bruxelles e partecipa alla Biennale di Venezia. Nel 1925 vince il il Grand Prix della "Esposizione internazionale per l'arte decorativa" a Parigi. Nel 1926 gli viene offerto un posto di docente all'Accademia di Brera ed espone alla "Prima mostra del Novecento italiano", alla Biennale di Venezia, poi a New York e Washington, D.C.. Tra il 1928 e il 1931 è nei comitati e nelle giurie di molti concorsi, e nel 1931 la Quadriennale di Roma gli dedica una retrospettiva. Wildt muore a Milano il 12 marzo 1931.

 

credits: Hangar Design Group