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Arturo Tosi
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Orti di Vilminore (L'Ospitale) 1923 |
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Zoagli 1928 c. |
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Cesto con frutta s.d. |
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Arturo Tosi nasce a Busto Arsizio il 25 luglio 1871. Nel 1882 si trasferisce a Milano con la famiglia, dove frequenta l’Istituto Tecnico, in previsione di un suo impiego presso l’azienda paterna. Insoddisfatto della professione di impiegato commerciale, nel 1885 inizia a dedicarsi alla pittura; frequentando dapprima lo studio del pittore Adolfo Feragutti Visconti e poi l’Accademia di Brera di Milano. Inizia un’intenso rapporto di amicizia con Vittore Grubicy de Dragon, un pittore e promotore del Divisionismo che riveste un ruolo importante nella formazione del giovane Tosi, che tuttavia nella sua pittura non adotta la tecnica divisionista, dimostrando invece fin dall’inizio un particolare interesse per la scapigliatura lombarda.
Alla metà degli anni ’90 risale la serie dei Nudi alcoolici, caratterizzati da un’accesa violenza cromatica e che rappresentano una particolare fase espressionista nella ricerca artistica del pittore. Di questi anni sono anche diversi d’après da maestri del passato, tra i quali Tiepolo, Guardi e Tintoretto. Nel 1909 espone per la prima volta alla Biennale di Venezia, dove sarà presente ininterrotamente fino al 1956. Nel biennio 1910-11 tralascia quasi completamente l’attività pittorica per dedicarsi al disegno a matita e a pastello, traendo ispirazione dagli scorci paesaggistici liguri di Zoagli, Santa Margherita, Nozarego e Portofino.
Nel 1922 una sua opera, La terra, viene premiata con la medaglia d’oro del Ministero della Pubblica Istruzione. Nello stesso anno comincia a frequentare il salotto artistico-letterario di Margherita Sarfatti, che nel 1925 lo invita a far parte del comitato direttivo del movimento Novecento. Nel 1926 partecipa alla Prima mostra del Novecento Italiano, al Palazzo della Permanente di Milano e in seguito espone alle principali mostre del movimento, sia in Italia che all’estero. Nel 1944 un incendio doloso distrugge il suo studio e numerose opere. Nel 1951 il Comune di Milano gli dedica una retrospettiva, nella quale vengono esposte per la prima volta le opere del primo periodo, definito dallo stesso artista “periodo alcoolico”. Tosi muore a Milano il 3 gennaio 1956.
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