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Kurt Seligmann

Albero fruttifero

1941

Nato a Basilea nel 1900, Kurt Seligmann studia all’Ecole des Beaux-Arts a Ginevra e poi all’Accademia di Belle Arti a Firenze. Alla fine degli anni venti si trasferisce a Parigi dove entra in contatto con esponenti del movimento surrealista, diventando membro del gruppo Abstraction-Création nel 1937. Allo scoppio della seconda guerra mondiale si trasferisce a NewYork dove, già nel 1939, le sue opere sono in mostra alla Karl Nierendorf Gallery. Partecipa alle esposizioni "First Papers of Surrealism" (1941) e "Artists in Exile" (1942), ed è attivo collaboratore delle riviste “View” e “VVV”, che contribuiscono a far conoscere i temi e le proposte del Surrealismo negli Stati Uniti.

Nel 1948 pubblica The Mirror of Magic, uno studio sulla magia, l’occultismo e il folklore popolare, temi per i quali nutre un vivo interesse, testimoniato anche dalla complessa iconografia delle sue opere, spesso ricche di simboli legati all’alchimia o alla cabala. L’immaginario fantastico e angosciante che emerge dai dipinti e dalle numerose incisioni attinge, peraltro, a una doppia tradizione. L’indagine delle visioni deformi e spaventose dell’inconscio, tipica del Surrealismo, si innesta sul ricchissimo patrimonio figurativo di matrice svizzero-tedesca che Seligmann ha respirato da giovane. Matthias Grunewald, Albrecht Altdorfer, Urs Graf, Niklas Manuel Deutsch, ma anche Johann Heinrich Füssli e Ferdinand Hodler contribuiscono a spiegare le sue figurazioni, spesso radicate in un’atmosfera nordica, di sapore medievale, popolata da diavoli, armature, elementi araldici, esseri minacciosi e antropomorfi.

Alla sua attività di pittore e di incisore l’artista coniuga anche un interesse per la scenografia e progetta, infatti, allestimenti e costumi per Harry Holm e Balanchine. È proprio poco tempo dopo la prima del balletto Il vello d’oro. Una fantasia alchemica, nel 1941, che l’artista incontra Peggy Guggenheim, di ritorno a New York dall’Europa, ed entra nella sua cerchia. Mentore e maestro di grandi artisti, come Robert Motherwell e Nell Blaine, punto di riferimento fondamentale nei circoli culturali americani, insegna anche al Briarcliff Junior College e al Brooklyn College di New York. Muore a Sugar Loaf, nella sua tenuta, il 2 gennaio 1962, per una ferita accidentale da arma da fuoco.

 

credits: Hangar Design Group