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Luigi Russolo

Solidità della nebbia

1912

Luigi Russolo nasce a Portogruaro (Veneto) nel 1885. Trasferitosi con la famiglia a Milano nel 1901, decide di dedicarsi alla pittura. Nel 1909 espone una serie di incisioni alla galleria Famiglia Artistica di Milano, dove conosce Carlo Carrà e Umberto Boccioni, la cui opera, assieme a quella di Previati, influisce particolarmente sul suo periodo divisionista. L’anno successivo, dopo l’incontro con Marinetti, Russolo firma sia il Manifesto dei pittori futuristi che il Manifesto tecnico della pittura futurista, partecipando in seguito alle mostre e alle serate futuriste. I suoi dipinti, nonostante l’influenza del Cubismo, si rifanno principalmente agli esempi del fotodinamismo di Anton Giulio Bragaglia e alle cronofotografie di Etienne-Jules Marey.

Nel 1913, pubblica il manifesto L’arte dei rumori che, trasformato poi in libro, teorizza l’inclusione dei rumori accidentali nella composizione musicale. A partire dallo stesso anno Russolo comincia a dirigere i suoi primi concerti futuristi utilizzando gli “intonarumori”, strumenti che producono rumori, inventati dall’artista assieme a Ugo Piatti. Il pubblico reagisce con entusiasmo, ma anche con aperta ostilità. Inizia a collaborare con la rivista “Lacerba”, sulla quale nel 1914 pubblica uno scritto che propone una nuova forma di notazione musicale.

Allo scoppio della Grande guerra si arruola volontario e, seriamente ferito nel 1917, trascorre diciotto mesi in vari ospedali. Nel 1921 tiene tre concerti futuristi a Parigi, apprezzati da Igor Stravinsky, Sergei Diaghilev, Ravel e Mondrian, il quale dedica un lungo articolo agli “intonarumori” nella rivista “De Stijl”. Nel corso degli anni ’20 brevetta una serie di strumenti denominati “rumorarmoni”, “archetto enarmonico”, “piano enarmonico” e partecipa ai cortometraggi futuristi (ora persi), per i quali compone anche la musica. Nel 1929 tiene il suo ultimo concerto all’inaugurazione di una mostra futurista alla Galerie 23 di Parigi. Dopo un periodo trascorso in Spagna, occupandosi di filosofia occulta, nel 1933 Russolo torna in Italia dove, all’inizio degli anni ’40, ricomincia a dipingere in uno stile figurativo, da lui definito “classico-moderno”. Muore a Cerro di Lavenio, sul Lago Maggiore, nel 1947.

 

credits: Hangar Design Group