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Giorgio Morandi

Fiori

1913

Frammento

1914

Paesaggio

1914

Natura morta con portaorologio

1915

Bottiglie e fruttiera

1916

Rose

1917

Giorgio Morandi nasce a Bologna nel 1890. A sedici anni inizia a lavorare nell'ufficio commerciale del padre, e nel 1907 si iscrive all'Accademia di Belle Arti di Bologna, subendo l'influenza dei maestri del passato come Giotto, Paolo Uccello, Masaccio e Piero della Francesca, ma anche di Vermeer, Chardin, Corot e soprattutto Cézanne. Nella la sua carriera artistica, esegue quasi esclusivamente nature morte e paesaggi. Nel 1914 si accosta per un breve periodo al Futurismo e partecipa alla seconda esposizione della Secessione romana. Nello stesso anno viene assunto come maestro di disegno nelle scuole elementari di Bologna, dove rimane fino al 1929.

Durante il periodo bellico le sue nature morte si fanno più essenziali nella composizione e nella forma, evidenziando così l’ammirazione dell’artista per l’opera di Cézanne e Rousseau. Attraverso le riproduzioni apparse sul periodico "La Raccolta", scopre la pittura metafisica di de Chirico e di Carrà e nel 1918 comincia a gravitare attorno alla cerchia della rivista "Valori Plastici" partecipando alla mostra collettiva itinerante che si tiene in Germania nel 1921. In questo periodo dipinge una serie di nature morte enigmatiche, in cui gli oggetti vengono rappresentati in uno spazio innaturale.

All'inizio degli anni Venti, abbandonato ogni riferimento alla pittura metafisica, si concentra sulle tenui variazioni cromatiche e sulle forme sempre più astratte degli oggetti che gradualmente si dissolvono nell'atmosfera brumosa dei suoi dipinti. Nel 1926 partecipa alla “I mostra del Novecento italiano” e l’anno successivo alla "Seconda esposizione dell'incisione moderna" a Firenze. Morandi lavora frequentemente con l'acquaforte, specialmente a partire dalla fine degli anni ‘20. Dal 1930 al 1956 è titolare della cattedra di incisione all'Accademia di Belle Arti di Bologna. Nel secondo dopoguerra Morandi è visto come uno dei pochi artisti a non essersi compromesso con il regime e la sua ricerca rigorosa sui valori puri della pittura viene percepita come congeniale al nuovo astrattismo. L’artista muore a Bologna nel 1964.

 

credits: Hangar Design Group