compra il tuo bigliettoiscriviti alla newsletter digitale
 

Armando Pizzinato

I cantieri

1947–48

Forme in moto

1980

Armando Pizzinato nasce il 7 ottobre 1910, a Maniago, nel Friuli. Terminata la guerra si trasferisce con la famiglia a Pordenone, dove il padre per gravi dissesti finanziari muore suicida. Dopo essere stato assistente di un decoratore e fattorino in una banca, nel 1930 si iscrive all'Accademia di Belle Arti di Venezia, dove segue i corsi di pittura di Virgilio Guidi ed incontra Alberto Viani e Giulio Turcato. In questo periodo, in cui la visione della sua pittura è romantica, ma staccata dal provinciale intimismo, si lega d’amicizia ad Afro Basaldella e frequenta Giuseppe Santomaso e Carlo Scarpa.

Esordisce di fatto nel 1933 esponendo in una collettiva alla Galleria del Milione a Milano. Nel 1936 è a Roma dove frequenta lo studio di Renato Guttuso e gli artisti della Scuola romana e del gruppo dei Sei di Torino. Tornato a Venezia a causa della guerra, continua a dipingere e nel 1941 tiene la sua prima personale alle Botteghe d'arte. Due anni dopo espone alla Galleria del Milione di Milano e alla Galleria del Cavallino di Venezia. Nel settembre del 1943 interrompe l’attività pittorica per partecipare attivamente alla Resistenza e nel 1945 incontra Emilio Vedova con il quale in seguito collaborerà a lungo. L’anno dopo prende parte alla fondazione del Fronte Nuovo delle Arti, un gruppo di artisti che aspirano a un deciso rinnovamento della cultura italiana. Espone con successo alla Biennale di Venezia del 1948 e alla mostra “XX Century Italian Art”, organizzata nel 1949 dal Museum of Modern Art di New York. Lasciato il Fronte Nuovo delle Arti, l’artista si unisce al movimento realista.

Numerose sono le retrospettive dedicate in seguito alla sua opera: nel 1962 all'Opera Bevilacqua La Masa, a Venezia; nel 1967, alla galleria Kusnjezti Most di Mosca, dove vengono presentate ben 180 opere, esposte poi al Museo dell'Ermitage di San Pietroburgo; nel 1981 al Museo Correr di Venezia. Pizzinato ha anche pubblicato nel 1991 un libro sulla sua terra intitolato, Poffabro luogo magico, un fervido atto di denuncia del degrado naturale e architettonico. L’artista muore nella sua casa di Venezia il 17 aprile 2004.

 

credits: Hangar Design Group