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Victor Vasarely

JAK

1965

Victor Vasarely nasce il 9 aprile 1906 a Pécs, in Ungheria. Nel 1927, dopo aver studiato medicina per un paio d’anni all’università di Budapest, decide di dedicarsi all’arte e nel 1929 si iscrive al Mühely, una scuola fondata da Alexandre Bortnyik seguendo i principi del Bauhaus di Dessau. In questo periodo fa la conoscenza del Costruttivismo e dell’arte astratta. Lasciata l’Ungheria, nel 1930 si stabilisce a Parigi, dove inizia a lavorare come grafico. Nell’iniziale periodo grafico (1929-1946), l’artista pone le basi della sua ricerca estetica, esplorando tematiche che riprenderà più tardi.

Tra il 1935 e il 1947, riscopre la pittura e, particolarmente influenzato dal Cubismo e dal Surrealismo, si concentra sul ritratto, la natura morta e il paesaggio. Da un soggiorno a Belle–Isle nascono le opere del cosiddetto periodo “Belle-Isle” (1947-1958) che segnano il passaggio all’astrazione attraverso l’impiego di materiali naturali. Del periodo “Denfert” (1951-1958) sono i curiosi disegni ispirati alle pareti della stazione metro di Denfert-Rochereau a Parigi. Seguono il periodo “Cristal-Gordes” (1948-1958), con opere in cui forme dai colori contrastanti si giustappongono, e il periodo “Bianco e Nero” (1950-1965), nel quale l’artista riprende le iniziali ricerche grafiche. Nel 1955 espone con altri rappresentanti dell’arte cinetica alla Denise René Gallery di Parigi e nello stesso anno pubblica il suo Manifeste Jaune. Nel 1965 partecipa alla mostra "Responsive Eye" allestita al Museum of Modern Art di New York e dedicata interamente all’Optical Art.

Continuando i suoi studi sul movimento e sulla percezione, Vasarely ritorna a disegnare nel cosiddetto periodo “Vonal” (1964-1970), dove riprende temi lineari e grafici del periodo “Bianco e Nero”, aggiungendo però il colore. Dal 1968 ha inizio il periodo “Vega”, dove la deformazione degli elementi della composizione crea l’effetto ottico di rigonfiamento della superficie del dipinto. Nel 1976 crea ad Aix-en-Provence la Fondazione Vasarely, concretizzando così l’idea che l’arte non dovesse essere slegata dal contesto sociale e dall’ambiente che la circonda. L’artista muore a Parigi il 15 marzo 1997.

 

credits: Hangar Design Group