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Manfredo Massironi

Ipercubo Plexiglas

1963

Manfredo Massironi nasce a Padova l’otto giugno 1937. Dopo aver completato gli studi a Venezia, dove si laurea in architettura, nel 1959 è tra i cofondatori a Padova del Gruppo N, nucleo dell’arte programmata e cinetica italiana, di cui fanno parte anche Edoardo Landi, Toni Costa, Ennio Chiggio e Alberto Biasi. Nel testo programmatico che verrà redatto nel 1961 questi artisti si dichiarano “disegnatori sperimentali”, liberi da programmi o tendenze artistiche e accomunati nella ricerca di una nuova definizione dell’arte che inglobi pittura, scultura, architettura e prodotto industriale. Le attività del gruppo e dei singoli membri sono strettamente correlate: numerose sono infatti le opere realizzate collettivamente, nel rifiuto della personalità individuale.

Nel 1960 Massironi partecipa alla prima mostra del Gruppo N allestita in spazi propri a Padova con il titolo “Nessuno è invitato a intervenire”, che provocatoriamente invitava gli spettatori a non intervenire alla manifestazione, e l’anno seguente espone con Costa allo Studio N, presentando l’opera Struttura dinamica: una composizione di specchi che potevano essere mossi in modo da riflettere e combinare variamente le luci. Nel 1962 partecipa alla mostra “Arte programmata”, organizzata da Bruno Munari nello showroom milanese della Olivetti e presentata poi in Europa e negli Stati Uniti. Due anni dopo le sue opere sono esposte alla Biennale di Venezia.

La ricerca collettiva promossa dal Gruppo N, nell’ambito della quale si svolge gran parte dell’attività artistica di Massironi, si dimostra tuttavia difficoltosa, se non utopistica, tanto che, venuti meno i presupposti ideologici per il lavoro comune, nel 1965 il gruppo si scioglie, sia per il subentrare delle contraddizioni tra i suoi membri che per il difficile inserimento delle opere collettive nel mercato dell’arte. Nello stesso anno Massironi, assieme a Biasi e Landi, fonda il nuovo Gruppo ENNE 65, volgendo il proprio interesse alla Op Art e all’arte ambientale giungendo a creare, attraverso il movimento e la luce artificiale, opere che coinvolgono lo spettatore in esperienze visive e sensoriali. Nel 1967 l’artista si ritira dalla scena artistica, pur continuando a realizzare alcune opere e un ciclo di collage. Attualmente insegna all’Università di Verona occupandosi di progettazione e psicologia sperimentale.

 

credits: Hangar Design Group