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Jacques Lipchitz

Pierrot seduto

1922

Aurelia

1946

Chaim Jacob Lipchitz nasce il 22 agosto 1891 a Druskieniki, Lituania. Diciottenne si trasferisce a Parigi, dove frequenta l’Ecole des Beaux-Arts e l’Académie Julian ed entra in contatto con Picasso, Gris e Braque. Nel 1912 inizia ad esporre al Salon National des Beaux-Arts e al Salon d’Automne. La sua prima personale si tiene a Parigi alla Galerie l’Effort Moderne di Léonce Rosenberg, nel 1920. Due anni più tardi esegue cinque bassorilievi per la Barnes Foundation di Merion, Pennsylvania. Nel 1924 Lipchitz ottiene la cittadinanza francese e l’anno successivo si trasferisce a Boulogne-sur-Seine. Nel 1927 il visconte Charles de Noailles commissiona all’artista la scultura Gioia di vivere.

La sua prima importante retrospettiva si tiene a Parigi nel 1930, alla Galerie de la Renaissance di Jeanne Bucher. Nel 1935 la Brummer Gallery di New York ospita la sua prima grande mostra statunitense. Nel 1941 Lipchitz lascia Parigi per New York, dove comincia a esporre regolarmente alla Buchholz Gallery (più tardi Curt Valentin Gallery) e nel 1947 si stabilisce a Hastings-on-Hudson, New York. Nel 1954 una retrospettiva della sua opera viene presentata al Museum of Modern Art di New York, al Walker Art Center di Minneapolis e al Cleveland Museum of Art. Nel 1958 Lipchitz collabora con l’architetto Philip Johnson al progetto della Chiesa senza tetto a New Harmony, Indiana, e nello stesso anno ottiene la cittadinanza statunitense. La serie di piccoli bronzi, Al limite del possibile, è esposta alla Fine Arts Associates di New York nel 1959. Nel 1963 visita Israele per la prima volta e comincia a trascorre vari mesi all’anno in Italia, a Pietrasanta, dove si dedica alla fusione. Dal 1964 al 1966 espone annualmente alla Marlborough-Gerson Gallery di New York.

Dal 1970 al 1973 è impegnato nella realizzazione di grandi lavori su commissione per la Municipal Plaza di Filadelfia, la Columbia University di New York e l’Hadassah Medical Center vicino a Gerusalemme, progetti che verranno portati a termine, dopo la morte dell’artista, dalla moglie Yulla. L’autobiografia di Lipchitz è pubblicata nel 1972, in occasione di una mostra delle sue sculture al Metropolitan Museum of Art di New York. Lipchitz muore a Capri il 26 maggio 1973 ed è sepolto a Gerusalemme.

 

credits: Hangar Design Group