
“Venire a Venezia, o semplicemente visitarla, significa innamorarsene e nel cuore non resta più posto per altro”, celebri sono le parole, tratte dal saggio che Peggy Guggenheim scrisse per Michelangelo Muraro (Invito a Venezia, 1962), con cui la collezionista americana definì la città in cui nel 1948, dopo una lunga serie di peregrinazioni tra l’Europa e l’America, decide di stabilirsi. Ed è a Palazzo Venier dei Leoni, lungo il Canal Grande, che trasferisce la propria collezione d’arte moderna, aprendola al pubblico, ogni estate, dal 1951 al 1979. Durante la Pasqua del 1980, pochi mesi dopo la scomparsa della mecenate, avvenuta il 23 dicembre del 1979, il Palazzo riapre ufficialmente al pubblico, sotto la gestione della Fondazione Solomon R. Guggenheim di New York.
Trent'anni dopo siamo fieri che il museo abbia raddoppiato i propri spazi e, anche grazie a un intenso programma espositivo, alle attività di formazioni per adulti e bambini, abbia raggiunto i 380.000 visitatori l'anno, rientrando così fra i primi 20 musei più visitati in Italia. Ha incrementato le collezioni con importanti acquisizioni e ha organizzato, dal 1985 ad oggi, 80 mostre temporanee. Guardiamo con ottimismo ai prossimi 30 anni, ringraziando i nostri numerosi compagni di strada, come la Regione del Veneto, il Comitato Consultivo, la Banca del Gottardo ora BSI, e Intrapresæ Collezione Guggenheim, e al tempo stesso riconosciamo con gratitudine la lungimiranza e genialità della stessa Peggy, e la qualità delle opere che ha raccolto per la sua straordinaria collezione.
Philip Rylands
Direttore Collezione Peggy Guggenheim

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| foto Andrea Sarti/CAST1466
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